EMANUELA ORLANDI, OSSA IN NUNZIATURA/ Ultime notizie, verifiche sui denti, Feltri “Il killer non si scoprirà”

- Silvana Palazzo

Emanuela Orlandi e le ossa rinvenute nella Nunziatura: il dolore della madre che spera di poter avere un corpo su cui piangere. Il caso a Quarto Grado

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Emanuela Orlandi e Mirella Gregori

Si saprà qualcosa di più nei prossimi giorni in merito alle ossa ritrovate alla Nunziatura Apostolica di via Po in Roma. Appartengono a due donne distinte, e forse, ad Emanuela Orlandi, scomparsa nel 1983, 35 anni fa. Uno dei più grandi misteri della cronaca nera italiana, torna d’attualità, ma resta da capire se si tratta dell’ennesimo falso scoop, oppure, se gli ultimi indizi possano realmente rappresentare una svolta. Sulla vicenda è intanto intervenuto il direttore del quotidiano Libero, il noto giornalista Vittorio Feltri, che si dice molto scettico in merito: «Chiunque l’abbia ammazzata non sarà preso e processato perché è trascorso troppo tempo dall’epoca del delitto e chi lo ha commesso ha avuto facoltà di nascondere la mano omicida in forma perfetta. Rimane l’ atroce sospetto che la giovane sia stata sacrificata da un prelato, cioè da una persona che viveva e frequentava lo Stato della Chiesa, lasciandosi andare a un istinto sessuale che definire schifoso è poco». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

NOVITA’ LA PROSSIMA SETTIMANA

Occorrerà attendere l’inizio della prossima settimana per poter avere i primi dati sulle ossa rinvenute in Nunziatura e sull’ipotesi che possano appartenere a Emanuela Orlandi. In particolare, secondo quanto riferisce Corriere.it, lunedì potrebbe giungere la conferma del sesso mentre per la datazione della morte e per l’individuazione del Dna occorrerà attendere ancora alcuni giorni. Il caso Emanuela Orlandi torna intanto al centro della nuova puntata di oggi di Quarto Grado, durante la quale si farà luce proprio sulle indagini in corso dopo il misterioso rinvenimento delle ossa. Secondo quanto spiega TgCom24, quelle rinvenute sarebbero compatibili con un’adolescente di età compresa tra i 12 e i 16 anni. Così come lo erano Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Ma resta il dubbio sulla dentatura dalla quale sarebbe emerso un dente del giudizio, il quale farebbe invece pensare ad un adulto. Intanto c’è una donna, Maria Orlandi, che da 35 anni attende novità sulla sua bambina scomparsa quando aveva appena 15 anni. La stessa che proprio ieri ha commentato: “Ho pensato al fatto che c’è gente che ha fatto una cosa bruttissima a tutti noi. Emanuela da quel giorno non la abbiamo più vista. In questi anni siamo stati sostenuti da una grande fede. Spero che un giorno si possa far tornare il suo corpo a casa”. “Cercano, cercano, ma cosa cercano adesso? Adesso è tardi”, ha tuonato la donna. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

TROVATO IL DENTE DEL GIUDIZIO

Cominciano a emergere i primi indizi dalle ossa ritrovate sotto ai pavimenti della nunziatura vaticana a Roma. Ci vorrà del tempo per avere risposte precise, ma intanto da un primo esame esterno risulta la presenza di un dente molare che potrebbe essere quello de giudizio. Se fosse confermato, le ossa non apparterebbero a un bambino, ma a una persona adulta, in quanto il dente del giudizio spunta solo verso la fine dell’adolescenza o ancora più tardi. Dunque, essendo già verificato che si trattano di ossa femminili, probabilmente di due donne diverse, la pista verso il riconoscimento di Emanuela Orlandi, Mirella Gregori o la moglie del custode che qui viveva negli anni 60, potrebbe essere confermata (Agg. Paolo Vites)

LA PISTA DELLA MOGLIE DEL CUSTODE

Le ossa trovate nella Nunziatura apostolica di Roma, un palazzo di proprietà del Vaticano, sarebbero compatibili con quella di un’adolescente. L’età corrisponde a quella che avevano Emanuela Orlandi e Mirella Gregori quando sono scomparsa nel 1983. Tra qualche giorno dovrebbero cominciare gli esami sui resti umani femminili, affidati alla polizia scientifica. Bisognerà estrarre il materiale genetico e compararlo con quello di Emanuela Orlandi, il cui Dna è stato messo a disposizione da tempo dalla famiglia agli investigatori. Discorso simile per il Dna di Mirella Gregori, che la famiglia fornì ai tempi della scomparsa. Le indagini proseguono e, in attesa dei risultati degli esami del Dna, si apre una nuova ipotesi: quei resti umani potrebbero appartenere alla moglie del custode della Nunziatura, scomparsa negli anni Sessanta in circostanze che non sono state mai chiarite. «Se ne è andata all’improvviso, mi ha lasciato, non andavamo d’accordo», disse il custode dopo la scomparsa della moglie. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, la coppia litigava spesso, fino alla misteriosa sparizione della donna. i dipendenti del palazzo erano a conoscenza del loro rapporto tormentato.

NEL MIRINO LE CARTE SUI LAVORI. PROCURA: “BASSO PROFILO”

Gli investigatori si sono recati nella sede dell’Apsa, la cassaforte finanziaria del Vaticano, per acquisire la documentazione che riguarda la depandance della Nunziatura apostolica dove sono state scoperte le ossa umane. In attesa dei risultati degli esami del Dna, bisogna capire quante ditte sono intervenute in quel palazzo, quante modifiche sono state apportate e chi ha operato in quei luoghi rimuovendo il massetto del pavimento. Le tracce sono conservate all’Apsa, perché da lì partono le autorizzazioni ai lavori. Sono state già interrogate diverse persone, e molte altre saranno ascoltate, per ricostruire gli anni in cui Emanuela Orlandi e Mirella Gregori sono scomparse. Stavolta non dovrebbero esserci problemi di competenza territoriale visto che la Nunziatura è su territorio italiano, sebbene all’interno della villa viga l’extraterritorialità. Ma il procuratore Giuseppe Pignatone, che potrebbe coordinare l’eventuale nuova inchiesta, predica cautela. «Va tenuto un basso profilo», questa è l’indicazione che è arrivata dagli uffici dei pm in questi giorni, come riportato da Il Gazzettino.





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