Papa Francesco, “pena di morte contraria al Vangelo”/ Bufera in Usa contro la “rivoluzione bergogliana”

I cattolici fondamentalisti americani contro il Papa per la sua posizione contro la pena di morte

18.12.2018 - Paolo Vites
Papa Francesco (LaPresse)

Ai cattolici fondamentalisti americani, gli stessi che hanno votato Donald Trump, non può certo piacere papa Francesco, e non perdono occasione per farlo capire. Criticarlo sull’abolizione totale della pena di morte (era ancora in vigore fino allo scorso anno in occasione di omicidio del papa e abolita in tutti gli altri casi solo negli anni 60 da Paolo VI) in un paese dove si uccidono dozzine di persone all’anno con iniezioni letali sula base della legge del taglione (perché la pena di morte non è altro che questo) è il minimo che possano fare. Quello poi che li rende furiosi è il fatto che Francesco “condanni” la pena di morte come contraria al magistero cattolico: questo vuol dire mettere in crisi la cosiddetta tradizione della Chiesa, cosa che non potranno mai ammettere. Ma se la Chiesa in passato ha sbagliato, e lo ha fatto numerose volte, è giusto riconoscerlo e cambiare. In un recente discorso il pontefice ha ripreso l’argomento, facendo osservazioni sui papi che in passato approvavano la pena di morte: inaccettabile per il sito LifesiteNews. Il problema è che abolendo del tutto la pena di morte si va a toccare il catechismo della Chiesa cattolica, anche questo inaccettabile. Come riportato in precedenza da LifeSite, Papa Francesco ha detto ad una delegazione della Commissione internazionale contro la pena di morte in un discorso del 17 dicembre che i pontefici “nei secoli passati” ignoravano “il primato della misericordia sulla giustizia” nell’usare la pena di morte, che portò a una “forma disumana di punizione” che è ora “sempre inammissibile”. Insistendo sul fatto che il passaggio al n. 2267 del Catechismo non è una “contraddizione con l’insegnamento del passato”, ma lo “sviluppo armonioso” della dottrina, Papa Francesco ha ribadito che la Chiesa ora insegna che, “alla luce del Vangelo, la pena di morte è sempre inammissibile perché viola l’inviolabilità e la dignità della persona. ” “Allo stesso modo”, ha detto, “il Magistero della Chiesa comprende che l’ergastolo, che rimuove la possibilità della redenzione morale ed esistenziale, a beneficio dei condannati e della comunità, è una forma nascosta della pena di morte”.

LE CRITICHE AL PAPA

Il Papa ha già affrontato critiche per aver cercato di cambiare l’insegnamento cattolico infallibile sulla permissibilità dell’esecuzione in linea di principio. Quest’ultimo intervento papale renderà ancora più difficile per coloro che sostengono che non c’è contraddizione tra l’insegnamento di Papa Francesco e la dottrina dei suoi 266 predecessori.

Il noto filosofo cattolico Edward Feser, professore associato di filosofia al Pasadena City College di Pasadena, in California, è uno dei principali scrittori contemporanei della tradizione tomistica. Al proposito della discussione, ha detto come “La difesa del perenne insegnamento cattolico sulla pena di morte come legittimo in linea di principio e spesso consigliabile nella pratica anche nelle condizioni sociali contemporanee è intoccabile”. Ha poi aggiunto che “Ancora una volta, il Papa sembra condannare la pena capitale come intrinsecamente sbagliata e afferma che le sue osservazioni sono coerenti con l’insegnamento passato. Cerca di giustificare l’affermazione che non c’è incoerenza dicendo che la Chiesa ha sempre affermato la dignità della vita. Ma questo è analogo a negare la dottrina secondo cui ci sono tre Persone divine e quindi sostenere che ciò è coerente con l’insegnamento passato, sulla base del fatto che la Chiesa ha sempre affermato che esiste un solo Dio. In effetti, la dottrina della Trinità ci richiede di dire sia che c’è un solo Dio e che ci sono tre Persone in Dio. Allo stesso modo, la coerenza con le Scritture e il precedente insegnamento papale ci impone di dire sia che la vita ha dignità, ma anche che un trasgressore può in linea di principio perdere il diritto alla propria vita. Non riuscire ad affermare entrambe queste cose è proprio contraddire l’insegnamento del passato, non “svilupparlo”. Un esempio più inappropriato, fuori luogo e ideologico ci sembra sia difficile da dare di quello del docente americano.

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