Tiziana Cantone, la tragedia in un docufilm per Netflix/ Un progetto per raccontare le insidie della Rete

- Silvana Palazzo

Tiziana Cantone, la tragedia in un docufilm per Netflix: un progetto per raccontare le insidie della Rete. Lo ha rivelato la madre in tribunale

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Tiziana Cantone

Dopo il film su Stefano Cucchi, Netflix accende i riflettori sulla storia di Tiziana Cantone. Il dramma della ragazza napoletana, suicida dopo la diffusione di un video hard che la riguardava, diventerà un docufilm. Il colosso fondato da Reed Hastings e Marc Randolph ha cominciato le riprese per ricostruire quanto è avvenuto prima e dopo il suicidio della giovane donna. La madre, Maria Teresa Giglio, ha parlato del progetto in occasione dell’udienza preliminare al processo nel quale è imputato Sergio Di Palo, imprenditore napoletano ed ex compagno di Tiziana Cantone a cui vengono contestati i reati di accesso abusivo al sistema informatico, simulazione di reato e calunnia. Come rivelato da Fanpage, oggi erano già presenti le telecamere di Netflix. Ma Giglio aveva anticipato anche in tv la possibilità che la storia di sua figlia ispirasse un docufilm, un progetto che in qualche modo potesse approfondire le insidie della Rete. Attorno a questo lavoro però c’è molto riserbo, quel che è certo è che le riprese sono già cominciate e che potrebbe servire molto tempo per arrivare all’ultimo ciak, soprattutto se la produzione vuole seguire le varie fasi processuali della vicenda giudiziaria.

TIZIANA CANTONE, LA TRAGEDIA IN UN DOCUFILM PER NETFLIX

Il processo nei confronti di Sergio Di Palo comincerà il 12 febbraio con l’escussione dei primi quattro testimoni, due familiari di Tiziana Cantone e due carabinieri. Le telecamere di Netflix, come riportato da Fanpage, saranno presenti anche in quell’occasione, ma sono indefinibili i tempi di produzione, vista la necessità di seguire il processo. La vicenda ha inizio nell’aprile 2015, quando il famoso video comincia a circolare in Rete, dai servizi di messaggistica istantanea fino ai social network, rovinando in poco tempo l’immagine della ragazza, costretta in un primo momento a cercare la pace in Toscana, a casa di alcuni parenti. Aveva chiesto il “diritto all’oblio”, ma quel video ormai di dominio pubblico, era nel frattempo diventato un tormentone. Il primo campanello d’allarme nel mese di marzo 2016, quando Tiziana Cantone tentò il suicidio per la prima volta, poi la morte a metà settembre. La madre raccontò che Tiziana era «disperata» per l’esito del reclamo presentato per la rimozione dei filmati diffusi in Rete.



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