Roma, abusi sessuali alle bimbe nell’asilo di Bankitalia/ Rinvio a giudizio per maestro 25enne: “sono pentito”

- Niccolò Magnani

Scuola dell’infanzia di Bankitalia: abusi sessuali alle bambine dell’asilo, chiesto rinvio a giudizio per il maestro 25enne reo-confesso e incastrato dalle telecamere, “sono pentito”

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Scuola elementare (LaPresse)

Una bruttissima vicenda che qualche mese fa sconvolse l’asilo messo disposizione dei figli dei dipendenti di Banca d’Italia a Roma: un maestro 25enne di origini africane venne accusato, dopo diverse denunce, di aver violentato 25 bambine di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Un orrore che ancora necessita di spiegazioni e di difesa in sede processuale dell’unico imputato per le tantissime violenze sessuali presunte. La novità di oggi è che la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio immediato per Jonathan Trupia, 25 anni, proprio per i fatti avvenuti nella scuola materna “Casa dei bambini” frequentata dai figli dei dipendenti di Bankitalia. L’indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, era scattata dopo una serie fitta di denunce presentate proprio dai genitori delle piccole vite all’interno dell’asilo: dopo il via libera del giudice, vennero posizionate delle telecamere interne alle aule per poter incastrare il giovane ragazzo.

“SONO PENTITO..”

E proprio quelle immagini hanno immortalato Trupia mentre si trovava in atteggiamenti intimi con le sue piccolissime alunne che di fatti raccontavano di quei “momenti” ai genitori dopo la scuola. Secondo quanto riporta il Secolo XIX, gli abusi sessuali sono avvenuti nel laboratorio di inglese dell’edificio di Largo Bastia periferia est della Capitale: proprio in quell’area, un tempo, Bankitalia stampava le sue banconote. Secondo quanto riportato dalle carte delle indagini, l’uomo ancora in carcere oggi avrebbe detto nel corso dell’interrogatorio di garanzia che quegli atti sono purtroppo veri: ha ammesso le sue responsabilità, raccontando ai giudici di essere «profondamente pentito per i reati commessi». Le immagini sono schiaccianti, la confessione pure; il rinvio immediato a giudizio dovrebbe essere convalidato dai giudici che nelle prossime settimane prenderanno la decisione per poter arrivare, presumibilmente, a processo in rapido tempo.



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