Macerata, perizia psichiatrica per Luca Traini/ La farà Picozzi, già al lavoro a Cogne e per i coniugi di Erba

Raid razzista a Macerata: Luca Traini, processo chiede perizia psichiatrica su capacità di intendere e di volere. Avrebbe cercato di vendicare la morte di Pamela Mastropietro

16.05.2018 - Niccolò Magnani
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L'arresto di Luca Traini a Macerata

E’ stata chiesta la perizia psichiatrica per Luca Trani, il militante di estrema destra che lo scorso 3 febbraio a Macerata, sparò all’impazzata all’indirizzo in particolare di alcuni extracomunitari africani, per vendicare la morte brutale della 18enne Pamela Mastropietro. Come disposto, ad eseguire la perizia sarà il noto psichiatra, nonché criminologo e scrittore, Massimo Picozzi. Spesso e volentieri ospite delle trasmissioni tv, nonché co-conduttore su Radio 105 di Csi Milano, programma radiofonico riguardante i vari gialli degli anni passati, Picozzi ha già lavorato ad alti casi di cronaca nera molto famosi in Italia. Ad esempio, è stato lo stesso che ha eseguito la perizia psichiatrica su Annamaria Franzoni, la madre che ha ammazzato il proprio figlio in quel di Cogne, in Valle d’Aosta, uno dei casi della storia recente più seguiti di sempre. Lo stesso Picozzi fu interpellato anche per un altro tristemente noto delitto, come quello di Erba dei due coniugi Rosa e Olindo Bazzi. La perizia verrà eseguita la prossima settimana, mercoledì 23 maggio. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CHIESTA PERIZIA PSICHIATRICA

Nel processo che vede imputato Luca Traini per tentata strage, tentato omicidio plurimo, porto d’armi, danneggiamento – tutti reati aggravati dall’odio razziale – è stata disposta questa mattina in aula la perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere dell’autore del raid razzista a Macerata. Era il 3 febbraio scorso e Traini, come spiegò poi subito durante il primo interrogatorio una volta braccato, intendeva vendicare l’omicidio di qualche giorno prima della 18enne romana Pamela Mastropietro (la ragazza trovata morta e tagliata a pezzi in due valigie, per il cui delitto sono in carcere tre nigeriani tra cui Innocent Oseghale in attesa di processo). Lo ha deciso la Corte d’Assise di Macerata che affiderà l’incarico il 23 maggio prossimo allo psichiatra, criminologo e scrittore Massimo Picozzi: secondo quanto spiega Repubblica invece, è stata respinta la richiesta del Procuratore di Macerata Giovani Giorgio di affidare una consulenza di parte dell’accusa da contrapporre a quella depositata dalla difesa. Stando a quanto detto dallo psichiatra Giovanni Battista Camerini – incaricato dall’avvocato Giancarlo Giulianelli della difesa di Traini – il 28enne ex candidato della Lega a livello locale, sarebbe sofferenza di un disturbo bipolare della personalità.

IL LEGALE DELLA DIFESA: “È UN GIGANTE BUONO”

Intanto, la Corte di Macerata ha disposto un sequestro conservativo di beni fino ad un valore di 750mila euro per conto dell’imputato che sarebbero stati pretesi come risarcimento danni da una delle vittime nigeriane, Jennifer Otioto, colpita da un proiettile al braccio mentre si trovava alla stazione di Macerata quel maledetto 3 febbraio scorso. Nello spiegare agli inquirenti i motivi di quel gesto assurdo, Traini spiegò che il dolore e la rabbia per quanto fatto alla povera ragazza 18enne qualche giorno prima gli ha fatto scattare il “raptus” di volerla vendicare e punire tutti gli uomini e le donne di “colore” che incontrava per strada. Stando invece a quanto spiegato dal suo avvocato qualche giorno fa, «Non sembra, ma Luca Traini è un gigante buono e non è xenofobo. Ha avuto un momento di defaillance a livello psicologico dovuto a un evidente disturbo della personalità». Stando al legale che inquadra così l’impianto della difesa al processo, Traini grazie alla struttura carceraria dove è seguito e curato . e dove riceve assistenza da uno psicologo e psichiatra – ha potuto forse rimediare sul gesto che ha fatto. «Non è odio razziale, ha sparato perché nella sua mente credeva che quelli erano “presunti” spacciatori proprio come Innocent Oseghale».

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