Eleonora Bottaro rifiutò la chemio e morì: genitori a processo/ Ultime notizie: erano seguaci del metodo Hamer

- Silvana Palazzo

Eleonora Bottaro rifiutò la chemio e morì: genitori a processo per omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. Ultime notizie: erano seguaci del metodo Hamer

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Eleonora Bottaro, genitori a processo

I genitori di Eleonora Bottaro di nuovo a processo per la morte della studentessa di Bagnoli, che rifiutò di sottoporsi alla chemioterapia. La sua scelta aveva portato la Procura di Padova a indagare Lino Bottaro e Rita Benini per omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. I genitori erano seguaci del metodo Hamer, dal nome del medico tedesco radiato dall’Albo perché rinnega la scienza ufficiale. Privata della patria potestà, la coppia fu prosciolta nel novembre 2017 dal giudice per le indagini preliminari «perchè il fatto non costituisce reato». Il 5 aprile scorso il procuratore aggiunto Valeria Sanzani aveva presentato richiesta d’appello alla Corte di Venezia per una questione formale: non era il gup a doversi esprimere in maniera definitiva, perchè molti elementi sarebbero potuti essere esaminati in dibattimento. E la Corte d’Appello ha accolto la richiesta della Procura di Padova rinviando a giudizio i coniugi Bottaro. Finiranno a processo il 25 ottobre davanti al giudice monocratico di Padova. «La medicina ufficiale deve avere un ruolo preciso. Eleonora soffriva di leucemia linfoblastica di tipo B2, ad alto tasso di guarigione, ma i genitori hanno rifiutato le cure e quando il Tribunale dei Minori, da noi interpellato, le ha imposte, avevano firmato le dimissioni della figlia da tre giorni» ha dichiarato il professor Giuseppe Basso, primario della Oncoemaologia pediatrica di Padova, al Corriere della Sera. 

ELEONORA BOTTARO RIFIUTÒ LA CHEMIO E MORÌ: GENITORI A PROCESSO

Quello di Eleonora Bottaro è uno dei primi casi in Italia di genitori a processo con l’accusa di aver negato cure salvavita ad un figlio. I Bottaro avevano osteggiato la terapia tradizionale per la figlia 18enne, morta di leucemia il 29 agosto 2016, firmandone le dimissioni dall’ospedale di Padova e convincendola di quanto fosse nociva la chemioterapia. I medici della Oncoematologia pediatrica, dove la ragazzina era stata ricoverata ancora minorenne, garantirono l’80% di possibilità di guarigione se fosse stato osservato il protocollo ufficiale, ma la 18enne preferì una clinica svizzera dove fu trattata con cortisone e vitamina C, purtroppo inutili. Per il pm Sanzani Eleonora aveva ereditato «le illusioni» dei genitori, che non sarebbero stati colpevoli se per ignoranza non fossero stati a conoscenza delle opportunità offerte dalla scienza per salvare la figlia. Ma in questo caso l’ignoranza non c’è, mentre sussiste la volontà di andare contro la medicina e di sabotare i medici e i loro tentativi di informare Eleonora sulle varie scelte terapeutiche a disposizione. Per il pm i signori Bottaro hanno agito per amore ma portando alla morte la figlia «È una decisione importante da parte della Corte d’Appello, non solo per questo caso e soprattutto in un momento in cui la medicina ufficiale è sotto attacco, vedi per esempio la questione vaccini», il commento del professor Basso al Corriere della Sera.



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