Sergio Marchionne, “silenzio malattia inquina Borsa”/ Ultime notizie Cofferati “indecente dibattito su agonia”

- Niccolò Magnani

Sergio Marchionne, dalla Svizzera “il silenzio sulla malattia rischia di avere inquinato la Borsa”. Ultime notizie, Cofferati “indecente il dibattito durante la sua agonia”

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Sergio Marchionne (LaPresse)

Di Sergio Marchionne e del silenzio attorno ai suoi ultimi giorni di vita ormai stiamo vedendo il contro-effetto all’opposto: un continuo vociare di rumors, di possibili spiegazioni dietro alla malattia e di possibili conseguenze per Fca dopo quella “strana” vicenda legata al doppio comunicato dell’ospedale svizzero e dell’azienda italo-americana che differiscono sul fondamento (“da oltre un anno si sottoponeva a visite a Zurigo” e “noi non sapevamo nulla della malattia del nostro ad). Intanto però l’ultima “indiscrezione” raccolta direttamente dalla Svizzera rivela di come la Fca ora rischi e non poco per quel silenzio tenuto da Marchionne negli ultimi 12 mesi: sapere se questo effettivamente verrà monitorato dalla Consob (o dalle Sec negli Stati Uniti) al momento non è dato saperlo, ma secondo il sito tio.ch comunque «prima di morire Sergio Marchionne non avrebbe informato i vertici di Fca né le autorità borisistiche, Consob in Italia e Sec negli States, potrebbe avere delle conseguenze». In poche parole, gli analisi temono che questo silenzio possa avere in qualche modo “inquinato la Borsa”: la Consob indaga, la stessa Sec pure oltre Oceano. Dichiarazioni ufficiali al momento non ve ne sono, ma l’impressione è che il “silenzio” attorno a Marchionne sia del tutto irraggiungibile almeno per un bel po’ di mesi..

COFFERATI: “INDECENTE DIBATTITO DURANTE LA SUA AGONIA”

Quel “silenzio” viene invocato oggi sulle colonne del Fatto Quotidiano da Sergio Cofferati, ex segretario Cgil e tra i più critici del “metodo Marchionne” negli anni d’oro di Fiat e, poi, Fca. «Il silenzio sarebbe stato la cosa migliore da parte di tutti, invece ci siamo ritrovati di fronte a un qualcosa di incomprensibile»: secondo l’ex sindaco di Bologna, sempre nell’intervista al quotidiano di Marco Travaglio, «il modello di relazioni industriali imposte in Fiat non solo non è stato condiviso dal sindacato ma non è divenuto modello, fortunatamente, neppure per altre aziende. Sia per quanto riguarda i rapporti coi lavoratori sia quello con le imprese». Insomma, rispetto e critica assieme possono anche essere presenti, basta sapere misurare bene il rispetto per una persona e lo stesso diritto alla critica e alla libera opinione. Quanto visto negli scorsi giorni, purtroppo, molto spesso ha travalicato questo “rispetto”.



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