Marta Danisi, vittima Ponte Morandi: lettera-bufala del padre/ Stesse parole del fake sulla strage al Bataclan

Attorno alla tragica morte di Marta Danisi, durante il crollo del ponte Morandi, c’è la bufala di una lettera firmata dal “padre”. Ma il papà della giovane è morto tanti anni fa…

16.08.2018 - Camilla Rosa Alice Catalano
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Ponte Morandi, Genova

Sul blog omonimo, David Puente – già più volte “smascheratore” di bufale online – ha rivelato che la lettera finta del padre di Marta ha un precedente “illustre”: la missiva che ha spopolato sui social, anche ora che si è detto in mille salse che si tratta di una fake news, contiene le stesse parole di una vecchia lettera che riguardava una delle vittime del Bataclan (la strage di Parigi nel 13 novembre 2015). « Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che Thomas ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone, se così possiamo chiamarla, che mettevi sempre quando litigavamo. Quella che hai messo anchestasera. Prima di uscire», è uno dei passaggi completamente copiaincollati, come del resto quel « Mi chiedo perchè. Perchè tu.» e anche altri passaggi leggermente rivistati ma sostanzialmente frutto della stessa (bufalante) mentre perversa. Scrivere in una lettera, «Voglio che tu sappia che sono fiero di essere tuo padre. Fiero di averti avuta accanto. Fiero dei tuoi schiaffi che mi hanno fatto diventare un uomo migliore», ad una vittima appena morta sotto le macerie del Morandi, da un padre per di più morto quando lei aveva 14 anni è quello che più si avvicina al concetto di vigliaccheria perfida e ingiustificata. (agg. di Niccolò Magnani)

LE PAROLE DELLO ZIO

“Scrivimi quando arrivi in paradiso”, così conclude la finta lettera condivisa sul web scritta dal presunto padre di Marta Danisi, infermiera di Alessandria, originaria di Sant’Agata Militello, vittima del crollo del ponte Morandi. A chiarire l’impossibilità della veridicità di quella lettera è lo zio della giovane vittima: “Il papà di Marta, Antonio, è morto all’età di 41 anni per un tumore”. Lo zio della vittima, scosso dalla tragedia, viene intervistato e con fatica parla della nipote al passato: “Marta con i miei figlia va molto d’accordo. Si incontravano al nord. All’inizio pensavo che fosse successo qualcosa ai miei figli, invece era mia nipote”. Nella lettera sono tanti i punti che non coincidono con la vita di Marta: la giovane non è genovese, ma siciliana, non stava partendo per la Sardegna e, soprattutto, era orfana di padre da molti anni. (Agg. Camilla Catalano)

IL PADRE? MORTO ANNI FA

Ad avvolgere una tragedia dovrebbero esserci solo cordoglio e silenzio. Invece, no, le cose non vanno come dovrebbero e a circondare il dramma accaduto martedì 14 agosto a Genova, ci sono dichiarazioni inappropriate e bufale. La più incresciosa vede come protagonista una delle vittime del ponte Morandi, Marta Danisi, 29 anni, siciliana, in macchina con il fidanzato Alberto Fanfani, anche lui ritrovato sotto le macerie. I due ragazzi avevano accompagnato la mamma di lei all’aeroporto di Genova, dopo che aveva trascorso qualche giorno con loro ad Alessandria. I due ragazzi si erano conosciuti tra le corsie dell’ospedale di Cisanello dove entrambi lavoravano, poi si sono trasferiti insieme ad Alessandria e nel 2019 avrebbero dovuto sposarsi. L’indignazione cresce quando ad allegare le foto di Marta Danisi, sui social network, c’è una lettera, firmata “Papà”. Ma il padre di Marta, in realtà, è morto da anni, quando Marta era piccola; lui aveva 41 anni ed era stato colpito da un cancro.

LA FINTA LETTERA

Mi avevi pregato tanto per andare in Sardegna con il tuo fidanzato. […] Ti avevo detto di sì. Dovevi tornare a casa a raccontarmi come fosse stato, dovevi dirmi che quel ragazzo ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone che cantavi sempre sotto la doccia” la lettera falsa continua con immagini di vita quotidiana, come l’ultimo saluto e il boato sentito a Genova quando quel ponte ha deciso di cedere. “E mentre c’è chi dal posto caldo dietro la propria scrivania discute sui vaccini, gli immigrati, le famiglie arcobaleno, mentre l’Italia crolla a pezzi, io piango chiedendo a Dio la forza per svegliarmi domani e vivere con la tua stessa volontà”. I famigliari di Marta hanno subito dichiarato falsa quella lettere, una lettera impossibile per tante ragioni. La prima che Marta non era di Genova, come potrebbe sembrare da quelle parole, la seconda che la giovane, il papà, lo aveva perso da piccola. Per quale ragione il web ha creato una bufala di questo tipo? Una bufala in una lettera ricca di spunti per critiche verso la politica italiana.

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