Napoli, trovato cadavere: Dda “è Davide Tarantino”/ Ultime notizie: pusher della camorra scomparso nel 2016

- Emanuela Longo

Napoli, trovato cadavere: secondo la Dda sarebbe quello di Davide Tarantino, pusher della camorra scomparso misteriosamente nel 2016. Scoperta choc al culmine di lunghe indagini.

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Scoperta choc, quella avvenuta oggi ad opera dei carabinieri in un terreno agricolo di Melito, in provincia di Napoli. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Ansa, gli investigatori sarebbero sempre più propensi a credere che quello rinvenuto sia il cadavere di Davide Tarantino, pusher ritenuto affiliato al clan camorristico degli “Amato-Pagano” e del quale si sono misteriosamente perse le tracce nel febbraio 2016. L’uomo scomparve dopo essere uscito di casa. Di lui si sa che era solito spacciare per conto degli Amato-Pagano in una piazza di spaccio della cosiddetta “219” di Melito. La scoperta avvenuta nella giornata odierna si colloca al termine di lunghe indagini condotte dai militari del nucleo investigativo di Napoli coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sempre più convinti che dietro quel corpo possa esserci davvero la morte del pusher scomparso due anni fa e probabile vittima della stessa camorra.

IL GIALLO DI DAVIDE TARANTINO, PUSHER SCOMPARSO NEL 2016

Secondo la Dda di Napoli non ci sarebbero dubbi: il cadavere rinvenuto oggi in un terreno agricolo a Melito apparterrebbe proprio a Davide Tarantino, presunto affiliato al clan camorristico degli Amato-Pagano. L’uomo era sparito nel febbraio 2016 dopo essere uscito dalla sua abitazione, in circostanze mai di fatto chiarite e nel corso dei mesi era stata avanzata l’ipotesi di un caso di lupara bianca. Il suo ritrovamento andrebbe a confermare la pista dell’omicidio di camorra. Pochi giorni dopo la sua sparizione, come spiega GiustiziaNews24, le forze dell’ordine ritrovarono la vettura di Tarantino in via Spasaro Terra d’Attico, strada che porta alla zona di Lago Patria. L’auto era regolarmente chiusa e non presentava segni di effrazione. All’interno gli investigatori non trovarono segni di colluttazione né tracce ematiche e questo contribuì a rendere il giallo ancora più fitto. Fino ad oggi, quando è stato ritrovato, probabilmente, il suo corpo senza vita.



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