Giovanni Cupidi/ Tetraplegico da quando ha 13 anni: “Ho superato diffidenza e pregiudizi” (La Vita in Diretta)

- Silvana Palazzo

Giovanni Cupidi a La Vita in Diretta ha raccontato la sua condizione di tetraplegico da quando ha 13 anni: “Ho superato diffidenza e pregiudizi”. Sull’amicizia con Jovanotti…

giovanni_cupidi_vita_diretta
Giovanni Cupidi a La Vita in Diretta

Giovanni Cupidi ha raccontato la sua incredibile storia a La Vita in Diretta. Si ritiene un “ragazzo fortunato” anche se è affetto da tetraplegia spinale dall’età di 13 anni. «All’inizio è stato complicato gestire il mondo esterno, ma grazie all’aiuto della mia famiglia e alla mia tenacia col tempo sono riuscito a rompere il muro della diffidenza». Come ci è riuscito? «Ho capito che dovevo essere io il primo a rompere il ghiaccio, ad essere aperto nei confronti degli altri». Decisiva secondo lui è stata anche la scelta di riprendere a studiare: «Questa decisione mi ha salvato la vita e mi ha fatto diventare la persona che sono ora». Giovanni Cupidi ha spiegato di essersi concentrato sul presente anziché ripetersi quella domanda che in queste situazioni ci si pone: “Perché proprio a me?”. Giovanni l’ha messa subito da parte, così ha studiato ed è diventato dottore in Economia e in Statistica applicata. 

GIOVANNI CUPIDI, TETRAPLEGICO DA QUANDO HA 13 ANNI

Giovanni Cupidi a La Vita in Diretta ha parlato anche della sua amicizia con Jovanotti. «È nata concerto dopo concerto. Sono un suo grande fan da sempre. Qualche volta l’ho incontrato, altre volte abbiamo twittato… Ci siamo conosciuti meglio e nel 2015 mi ha proposto di partecipare al film “Gli immortali”. Da quel momento siamo diventati amici». Tra l’altro Lorenzo Cherubini ha scritto la prefazione del suo libro, dove Giovanni racconta due storie, la sua prima vita e quella dopo la malattia, cominciata il 18 luglio 1991, tre settimane dopo gli esami di terza media. «Mi svegliai quella mattina con un dolore lancinante all’altezza della scapola destra, che avevo già avvertito la sera prima ma che avevo sottovalutato, attribuendolo a una lunga partita di tennis che avevo giocato quel giorno stesso o a un colpo di freddo. Un dolore terribile che ancora oggi ricordo perfettamente», ha raccontato nei giorni scorsi al Corriere della Sera.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori