GIULIA SCHIFF, ALLIEVA PILOTA VITTIMA DI NONNISMO?/ Video, quando lei “frustava” i colleghi: il contro-filmato

Giulia Schiff, ex allieva pilota vittima di nonnismo? Spunta un nuovo video: quando lei “frustava” i colleghi. Le ultime notizie e il contro-filmato

16.01.2019, agg. il 17.01.2019 alle 21:05 - Silvana Palazzo
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Giulia Schiff, sergente pilota vittima di nonnismo?

Allieva pilota vittima di nonnismo? Ora spunta un video in cui Giulia Jasmine Schiff, sergente veneziana di Mira, “frusta” i colleghi. La denuncia della 20enne contro i colleghi del corso Bpa (Brevetto Pilota di Aereo) ha scatenato la loro reazione. Ora c’è un contro-video che mostra un’altra cerimonia del “pinguino”. Un allievo diventato pilota viene portato a spalla fino alla piscina. I volti sono pixellati per privacy, tranne quello della Schiff che ride, scherza e stringe in mano una canna di bambù con cui “frusta” il sedere del collega. Un altro passaggio del rito di iniziazione a cui è stata sottoposta anche lei. Nessun commento al video da parte dei compagni di corso, che evidentemente volevano mostrare il clima che si respirava e si respira al 70° Stormo dell’Areonautica Militare di Latina Scalo. Nella denuncia è scritto che la ragazza è stata costretta, nel nuovo video si vede la stessa scena a ruoli invertiti, come dire che la ragazza era perfettamente consapevole di quella cerimonia di iniziazione. E stando alle risate che si sentono, tra cui le sue, nessuno era stato costretto. (agg. di Silvana Palazzo)

L’AVVOCATO: “HA AVUTO CROLLO EMOTIVO”

Giulia Jasmine Schiff, il sergente pilota 20enne, ha un passato da mezzofondista nazionale, ma si parla di lei ora per la denunciata presentata alla procura militare di Roma. La giovane racconta di essere stata vittima di nonnismo durante la sua formazione militare, ora la pm Antonella Masala ha aperto un fascicolo. La Commissione permanente di attitudine ha scritto in merito all’espulsione che «il sergente Schiff ha palesato numerose mancanze nel rispetto delle vigenti regole dell’Istituto, delle norme di vita interna dell’Accademia, nonché di quelle impartite dal Comando». A queste parole l’avvocato Massimiliano Strampelli, difensore di Giulia Jasmine Schiff, ha replicato così. «Dopo i fatti di Latina c’è stata una carenza dell’istituzione a capire la progressiva emarginazione di Giulia, che ha cercato invano un canale di dialogo – ha dichiarato come riportato da Il Giornale – e ha avuto un crollo emotivo, altro non posso dire». (agg. di Silvana Palazzo)

INTERVIENE IL MINISTRO DELLA DIFESA

La Procura militare di Roma indaga sugli atti di nonnismo denunciati dal sergente pilota Giulia Jasmine Schiff. All’inizio del video, che la 20enne ha allegato alla denuncia, si vede la ragazza presa dai commilitoni e colpita con pacche più o meno cameratesche. Le si lamenta: «Mi fate male». Ma i colleghi maschi proseguono. Poi viene presa e usata come u’ariete: la testa viene sbattuta, anche se non violentemente, contro l’ala di un aereo, poi viene gettata in piscina. Il bagno suggella la fine del rito di iniziazione con tanto di una sorta di bacio accademico e strette di mano. Ma Giulia piange e singhiozza, mentre i commilitoni urlano: «Brava, ora sei pilota Giulia». Il ministro della Difesa Trenta ha chiesto subito chiarimenti allo Stato Maggiore dell’Aeronautica sulla vicenda dell’allieva pilota che ha denunciato pesanti atti di nonnismo. Lo annuncia Il Gazzettino, che fa riferimento a fonti della Difesa. «È un fatto gravissimo, che sto seguendo con attenzione. C’e una indagine in corso e chi deve pagare, pagherà», ha detto il ministro al suo staff. (agg. di Silvana Palazzo)

GIULIA SCHIFF, SERGENTE PILOTA VITTIMA DI NONNISMO?

Lo chiamano “battesimo del volo”, ma più semplicemente potrebbe essere definito l’ennesimo caso di nonnismo. A sollevare il caso su cui sta indagando la Procura militare di Roma è il sergente Giulia Jasmine Schiff, che alla denuncia ha allegato video e fotografie. Il sergente racconta al Corriere della Sera di aver subito frustate, botte e testate. Dopo essersi curata, l’ex mezzofondista nazionale ha deciso di raccontare tutto. La 20enne, veneziana di Mira, ha spiegato che tutto è cominciato nel gennaio dello scorso anno. Dopo aver vinto il concorso per l’ammissione di dieci allievi ufficiali di complemento dell’Aeronautica, che consente di ottenere il brevetto di pilota militare, ha puntato all’Accademia di Pozzuoli, l’élite dell’aeronautica militare italiana. Tutto è andato bene per qualche mese, fino a quando arriva il periodo della Scuola di volo, a Latina. È una tappa obbligata per gli aspiranti piloti. Il corso si chiude con una prova da solista, ed è lì che il 7 aprile 2018 tutto precipita. Perché dopo che la prova viene superata bisogna sottoporsi al tradizionale “battesimo del volo”.

“TI SPACCHEREMO I DENTI SULL’ALA DELL’AEREO…”

La tradizione vuole che l’aspirante pilota venga gettato nella piscina del pinguino, maschi e femmine senza distinzione. «Io ero contraria, loro irremovibili: ti spaccheremo i denti sull’ala dell’aereo». Scherzavano, ma qualche rischio l’ha corso stando a quanto mostra il video. Come un ariete, viene sbattuta contro l’ala. Lei si lamenta, gli altri ridono tra applausi e strette di mano. «È la tradizione, ovvero quello che fanno a tutti gli allievi, di accademia e di complemento, alla fine del corso». Questa la spiegazione fornita da un ufficiale al padre di Giulia che aveva chiesto spiegazioni dopo i filmati. Come ricostruito dal Corriere della Sera, dopo aver raccontato tutto, il sergente Giulia Jasmine Schiff diventa la “pecora nera” dell’Accademia. Quando torna a Pozzuoli comincia l’inferno: viene continuamente punita tra lettere di biasimo, rimproveri e sessanta turni di consegna. «Mi punivano per qualsiasi sciocchezza, una pesca addentata a un metro dalla zona consentita, una chiacchiera sulle scale…». Lei comincia a mostrarsi insubordinata, fino al 6 settembre quando viene «espulsa per insufficiente attitudine militare». Ora c’è l’inchiesta penale su questo possibile episodio di nonnismo, mentre dall’Accademia arriva solo un commento: «Si è vendicata dell’espulsione».

IL CONTROVIDEO



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