Caso Pirelli, amianto: “ex manager non causarono morti”/ Motivazioni sentenza, associazioni annunciano ricorso

Caso Pirelli, motivazioni sentenza processo bis: “ex manager non causarono morti”. La nota del giudice a distanza di due anni, associazioni annunciano ricorso

02.01.2019 - Emanuela Longo
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Sono stati resi noti oggi i motivi della sentenza sul caso Pirelli, nell’ambito del processo bis e in merito al quale nel dicembre 2016 furono assolti 9 ex manager accusati della morte di alcuni operai a causa dell’amianto. “A nessuno degli imputati può essere ascritto di aver cagionato o contribuito a cagionare il formarsi della neoplasia”, ha scritto il giudice Annamaria Gatto, assolvendo così i nove manager Pirelli. Gli stessi erano imputati nel processo bis per 28 casi di operai morti o malati di mesotelioma dopo aver prestato servizio presso gli stabilimenti di Milano dell’azienda automobilistica tra gli anni Settanta ed Ottanta. La Gatto, come riferisce MilanoToday, annota che “L’inizio dell’induzione coincide con la prima esposizione” all’amianto e dato che “la latenza minima ha una durata stimabile, nel massimo, in 15 anni e che le esposizioni successive” non hanno “alcuna rilevanza” nemmeno nell’accelerare “il processo genetico del tumore”, gli imputati sono stati assolti con formula piena da tutte le accuse.

PROCESSO PIRELLI BIS, AMIANTO: PROTESTA DELLE ASSOCIAZIONI

Da due anni erano attese le motivazioni della sentenza in merito al processo Pirelli bis sull’amianto e proprio lo scorso dicembre, alcune associazioni avevano espresso il loro disappunto. In particolare le associazioni Comitato per la Difesa della Salute e nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Medicina Democratica e Associazione Italiana Esposti Amianto avevano contestato apertamente il ritardo relativo al deposito delle motivazioni da parte del giudice, giunto solo nella giornata di oggi, mercoledì 2 gennaio. Dopo aver conosciuto le ragioni con le quali i 9 manager Pirelli sono stati assolti, le medesime associazioni hanno annunciato ricorso in Appello. Nel corso del processo che si è svolto nel 2016 la pubblica accusa rappresentata dal pm Maurizio Ascione aveva chiesto condanne tra i 4 anni e mezzo e i 9 anni di reclusione per sei ex manager Pirelli imputati e accusati di omicidio colposo e lesioni gravissime. In quell’occasione, i familiari degli operai morti avevano manifestato silenziosamente all’esterno dell’aula di tribunale esponendo lo striscione “Gli operai sono stati uccisi due volte, dai padroni e dai giudici”.



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