Video su aborto in classe: studenti difendono prof/ Liceo Bari, “polverone mediatico alzato dal M5s”

Aborto, video-lezione in classe: genitori e studenti difendono il prof, “caso sollevato da M5s è inutile polverone mediatico”. Ecco cosa è successo a Monopoli (Bari)

03.01.2019 - Niccolò Magnani
Licei classici: iscrizioni in crescita
Licei classici: iscrizioni in crescita (Pixabay, 2019)

Ricordate qualche giorno fa il caso di Monopoli (Bari), in quel Liceo dove si tenne una lezione sull’aborto con tanto di video fatto vedere in classe e per il quale due esponenti del M5s (Veronica Giannone e Luigi Gallo) gridarono allo scandalo denunciando il Movimento ProVita di «profondo turbamento recato a decine di ragazzi, sconvolti da quelle immagini»? Ecco bravi (e se non vi ricordate qui vi riassumiamo tutto), ora però in difesa di quel insegnante di Religione Cattolica scendono in campo… genitori e studenti, sì proprio quelli che sarebbero stati “profondamente turbati” secondo i due parlamentari grillini. Un comunicato del Polo Liceale “Galilei-Curie” di Monopoli chiude oggi definitivamente la vicenda di un presunto “scandalo” sollevato dai due deputati del M5s, i quali addirittura avevano lanciato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. «Appare assolutamente sproporzionata e impropria l’affermazione relativa al turbamento di decine di ragazzi, sconvolti dall’episodio. Gli studenti stessi – ricorda invece la nota – sono stati fortemente provati dal clamore e dispiaciuti dall’attenzione mediatica che in questi giorni ha coinvolto l’intera comunità scolastica».

LA DIFESA DI GENITORI E STUDENTI “CONTRO” IL M5S

Non solo la scuola, ma gli stessi genitori – dopo alcune riunioni in cui si sono detti del tutto concordi con il giudizio dell’istituto scolastico – fanno uscire un breve comunicato oggi citato dall’Avvenire dove sottolineano ancora di più quel polverone mediatico creato ad arte senza alcun motivo su un tema molto delicato come l’aborto: «Prendiamo compatti le distanze dall’interpellanza parlamentare rivolta al ministro Bussetti perché ci sembra sia stato un modo inopportuno per strumentalizzare l’episodio, ma soprattutto perché riteniamo che, proprio per la delicatezza da più parti invocata, questo genere di questioni debba essere condiviso e partecipato con i diretti responsabili prima di adire altre strade». Non solo, gli stessi genitori ribadiscono che i propri figli non sono affatto turbati «o offesi dalle scelte didattiche compiute dal docente, che resta per loro invece, un solido e sicuro punto di riferimento di cui non vorrebbero essere privati». Insomma, niente scandalo, niente paura e soprattutto la difesa a spada tratta di quello stesso insegnante – Don Oronzo Negletto – che veniva visto da chi in quella classe non c’era come un «pericoloso docente diseducativo». La topica del M5s  fa discutere non tanto per la bandiera politica dei due esponenti “arringapopolo senza popolo” (solo pochi giorni fa altre polemiche a Verona per le campagna abortiste delle femministe di sinistra, ndr) ma per la consueta modalità di chi si erge a “paladino” degli altri dimenticando un piccolo ma decisivo dettaglio: la realtà.



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