SANTA ELISABETTA ANNA SETON/ Il 4 gennaio si celebra la prima persona nata negli USA a essere canonizzata

Santa Elisabetta Anna Seton, la prima persona americana canonizzata, viene celebrata ogni anno il 4 gennaio nelle Chiese Cattoliche.

04.01.2019 - Cinzia Costa
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Sant'Elisabetta Anna Bayley Seton

Santa Elisabetta Anna Seton è stata la prima persona anta negli Stati Uniti a essere canonizzata e viene celebrata il 4 gennaio. Elisabetta Anna Seton venne proclamata santa nel 1975 daPapa Paolo VI. Oggi nel Bronx, a New York, campeggia ora una sua statua, la cui incisione recita “In all events, I rest in God”. Qualsiasi cosa accada, io rimango col Signore. Elisabetta Anna Seton nacque in America, a New York City, nel 1774, in una famiglia episcopaliana. Diciannovenne, nel 1794, andò in moglie a William Seton, commerciante, con il quale ebbe cinque figli. La sua vita serena andò però presto incontro alla tragedia. William si ammalò molto gravemente e nel tentativo di trovare una cura, consigliati dai medici, i coniugi si trasferirono a Livorno. In quel periodo, il novembre del 1803, a New York era però in corso un’epidemia di febbre gialla, e Elisabetta e William si trovarono per questo confinati in un lazzaretto, in quarantena. Qui Elisabetta Anna Seton incontra una figura fondamentale per la sua crescita spirituale. Il console degli Stati Uniti Filippo Filicchi, stringe amicizia con loro e va spesso a trovarli. Quando, il 27 dicembre del 1803, William morì, fu proprio il console a prendere sotto la sua ala protettrice la giovane vedova distrutta. Lui e la moglie condussero Elisabetta a visitare diverse chiese Livornesi. Ci rimane testimonianza del suo passaggio, a esempio, nel Santuario di Montenero e nella chiesa di Santa Caterina. Fu proprio durante una messa celebrata nel Santuario che Elisabetta ricevette la rivelazione e decise di convertirsi.

LA STORIA E LA VITA

Elisabetta Anna Seton tornò negli Stati Uniti nel 1804 e il 25 marzo dell’anno successivo ricevette la prima comunione. Nel 1806 fece la cresima e divenne da subito molto attiva nell’ambito della tutela delle donne rimaste vedove con figli e in quello generico dell’istruzione. Spostatasi a Baltimora, sempre in corrispondenza con il console Filicchi, le cui lettere con lui mostrano chiaramente l’importanza di quest’ultimo nel percorso di crescita di Elisabetta, la giovane venne notata dal vescovo John Carrol, che la prese sotto la sua protezione. Nel 1808 giunse ad aprire un’istituzione femminile. La fondazione della propria comunità religiosa avvenne nel 1809, il primo giugno. Nacquero così le Figlie della Carità di San Giuseppe, ordine che stabilì la propria base nel Maryland, a Emmitsburg. Elisabetta, che già aveva improntato la propria comunità sull’esempio della spiritualità di San Vincenzo, nel 1812, con l’aiuto del vescovo, che modificò e approvò le costituzioni delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, per adattarle al nuovo ordine, creò dunque un nuovo gruppo religioso, e scelta e fissata la regola, nel 1813, il 19 luglio, essa e altre sedici devote presero i voti perpetui. Il suo impegno proseguì intenso negli anni successivi, fino alla morte, pervenuta nel 1821.



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