Vito Mazzi, impiccato ad Alberobello: oggi autopsia/ Moglie “Suicidio? No, perché…”

Vito Mazzi, impiccato ad Alberobello: oggi autopsia. La moglie del 43enne, “Non credo al suicidio”: la riesumazione della salma potrebbe confermare che si è trattato di omicidio

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Immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

Vito Mazzi si è impiccato? A rivelarlo sarà l’autopsia disposta sul corpo del 43enne di Alberobello che lo scorso 18 novembre era stato ritrovato senza vita appeso a un albero nelle campagne di Martina Franca. Infatti, dopo che inizialmente la vicenda era stata derubricata a suicidio adesso su richiesta della famiglia si è arrivati, come disposto nei giorni scorsi, alla riesumazione delle spoglie e all’esecuzione dell’esame autoptico per capire se dietro questa tragedia possa esserci altro. E non a caso adesso in Procura, in attesa dei risultati dell’autopsia, si comincia a vagliare l’ipotesi dell’omicidio anche in relazione a una serie di elementi che rendono effettivamente difficile credere non solo che Vito Mazzi possa avere fatto tutto da solo ma che avesse avuto pure un movente per compiere quel gesto. Ne è convinta la moglie, intervistata oggi a La Vita in Diretta, spiegando i motivi secondo cui suo marito sia stato ucciso.

I DUBBI DELLA MOGLIE: “NON SI E’ SUICIDATO…”

Intervenuta nel programma pomeridiano di Rai 1 condotto da Tiberio Timperi e Francesca Fialdini, la signora Antonella Sumerano ha spiegato che Vito non avrebbe mai fatto una cosa del genere perché in quel periodo la loro figlia stava male e poi, al di là di qualche malumore, non avevo destato alcun sospetto o dato la benché minima avvisaglia. Inoltre, l’uomo in quei giorni non solo soffriva di tendinite ma aveva rimediato una distorsione che, unita alla sua altezza e al fatto che l’albero a cui è stato trovato impiccato, rendono difficile credere che sia salito su un tronco così scivoloso e peraltro senza che su ambo le sue scarpe siano stati trovati dei residui del tronco stesso. Non solo: quel giorno Mazzi aveva prelevato per ben due volte del denaro e sarebbe stato visto parlare al telefono cellulare attorno alle 20.45, con la macchina accostata ai bordi della strada e con i fari accesi. Che quella telefonata possa avere qualcosa a che fare con la sua morte? Secondo la moglie, nell’ultimo periodo si era lasciato andare un po’ al gioco anche se lei non conosceva quale fosse il suo giro di amicizie al di fuori di quello consueto: anche per questo motivo si attende l’esito dell’autopsia che dovrebbe chiarire una volta per tutte se la morte del 43enne sia sopraggiunta per impiccamento, oppure si tratti di un caso di sospensione di persona già deceduta e in quel caso di cosa possa essere morto.



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