Gabriele Micalizzi non ha perso la vista/ “Il fotoreporter tornerà presto in Italia”

- Silvana Palazzo

Gabriele Micalizzi, buone notizie: il fotoreporter milanese ferito in Siria non ha perso la vista. E presto tornerà in Italia

Gabriele Micalizzi
Gabriele Micalizzi (Facebook, 2019)

Gabriele Micalizzi non ha perso la vista: il reporter ferito in Siria «sta bene e vede da entrambi gli occhi». A riferirlo sono i suoi colleghi di Cesura Lab. Attualmente Micalizzi si trova ricoverato nell’ospedale militare di Baghdad, dove è seguito dai medici che stanno gestendo le lesioni riportate al volto e alle braccia. In una nota Cesura Lab fa sapere di aver «parlato nuovamente al telefono con lui e ci ha confermato di stare bene, di essersi alzato e di vedere da entrambi gli occhi anche se in maniera ancora offuscata». Il collettivo ha anche evidenziato che bisognerà aspettare ancora qualche giorno per riaverlo in Italia e poterlo riabbracciare, ma la procedura di rimpatrio è stata avviata e c’è già una struttura ospedaliera adeguata che è pronta ad accoglierlo. Arrivano buone notizie dunque sul fotografo italiano rimasto ferito in Siria nella zona di Deir Ezzor da schegge di Rpg. I colleghi si sono detti felici di poter smentire le notizie circolate riguardo la perdita dell’occhio sinistro.

GABRIELE MICALIZZI NON HA PERSO LA VISTA

Cesura Lab, di cui Gabriele Micalizzi fa parte ed è socio fondatore, ha fatto sapere che il reporter, la sua famiglia e il collettivo ringraziano tutte le persone che hanno contribuito al suo soccorso e all’evacuazione dalla zona di pericolo in tempi rapidi. Ma ringraziano anche coloro che li hanno aiutati a gestire questa emergenza al meglio e che hanno fatto sentire la loro presenza in questi giorni. Si fa riferimento all’unità di Crisi della Farnesina e alla rete diplomatica italiana per essere stati subito operativi, averli aggiornati costantemente e per le operazioni di rimpatrio, oltre che tutto il personale dell’ospedale militare americano che si sta prendendo cura di Gabriele Micalizzi con grande dedizione.L’incubo per il fotografo – padre di due bimbi e specializzato in reportage da zone di guerra – sembra ormai a un passo dalla conclusione. Quattro giorni dopo la grande paura, la notizia tanto attesa: i suoi occhi hanno resisto allo scoppio.



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