Violenta nipotina e riprende abusi col telefonino/ Perugia, condannato a 4 anni

- Silvana Palazzo

Perugia, un uomo è stato condannato a 4 anni di carcere (con rito abbreviato) per aver violentato la nipotina di 4 anni e aver ripreso gli abusi col telefonino

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Immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

È sempre difficile raccontare violenze, soprattutto quelle di cui sono vittime i minori. Lo è ancor di più quando a commetterle sono persone che dovrebbero proteggerli. E questo purtroppo è il caso che arriva dalla provincia di Perugia, dove un uomo è stato condannato con il rito abbreviato a quattro anni di carcere, usufruendo quindi di uno sconto di un terzo per la scelta di questo rito. Era accusato di aver violentato la nipote di appena quattro anni, riprendendo gli atti sessuali con un telefonino e conservando in memoria foto e video dello scempio. La sua identità non può essere rivelata per tutelare la piccola vittima. L’uomo, residente nel Folignate, era stato arrestato nel 2017 in seguito ad un’indagine svolta da polizia e carabinieri. L’inchiesta è partita grazie alla denuncia della mamma della piccola, che si è presentata in caserma per segnalare il ritrovamento di una chiavetta in cui erano state salvate le immagini choc.

VIOLENTA NIPOTINA E RIPRENDE ABUSI COL TELEFONINO

Così la procura di Spoleto ha affidato alla polizia postale il compito di eseguire un preview informatico sui supporti informatici dell’uomo nell’ambito di una perquisizione in casa. Da telefoni e pc sono emersi i video dello scandalo che risalivano a due anni prima: gli abusi sarebbero stati commessi nel 2015. L’uomo è finito in carcere per detenzione di materiale pedo-pornografico, poi il fascicolo, di competenza della Direzione distrettuale antimafia, era stato poi trasmesso alla procura di Perugia dove nei giorni scorsi il pm Reale aveva chiesto il rinvio a giudizio. Quindi la scelta dell’uomo di essere processato con il rito abbreviato, mentre la famiglia della bambina si è costituita parte civile. L’uomo è accusato di aver abusato della nipote che gli era stata affidata per ragioni di cura e custodia, e approfittando dello stato di soggezione psicologica della bambina che costringeva a subire ripetuti atti sessuali, di cui conservava foto e video.



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