OMICIDIO MARCO VANNINI/ Mamma Marina vuole revisione del processo: “Si indaghi da zero” (Chi l’ha visto?)

La mamma di Marco Vannini non si arrende dopo la sentenza di appello che ha ridotto la pena di Antonio Ciontoli da 14 a 5 anni: vuole riapertura indagini.

06.02.2019 - Dario D'Angelo
Marina Conte, mamma di Marco Vannini
Marina Conte, mamma di Marco Vannini (Quarto Grado)

Mamma Marina non può rassegnarsi: suo figlio Marco Vannini, ne è convinta, è stato ucciso due volte. La prima fisicamente, la sera del 17 maggio 2015, quando il 20enne di Ladispoli trovò la morte in seguito ad un colpo di pistola esploso dal papà della fidanzata, Antonio Ciontoli; la seconda proprio pochi giorni fa, quando la corte d’appello del Tribunale di Roma ha ridotto la pena per quest’ultimo da 14 a 5 anni di carcere. La mamma di Marco ha chiesto e ottenuto di parlare con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al quale – come riporta Il Messaggero -chiederà la revisione dell’intero processo:”Le indagini ripartano da zero, lo chiederò al ministro Bonafede. Il ministro della Giustizia mi ha chiamato invitandomi in Parlamento, colloquio che avverrà entro due settimane. Non vedo l’ora di dirgli di persona cosa penso delle attività investigative svolte sulla morte di mio figlio e cosa penso del processo in generale: uno scandalo”.

OMICIDIO MARCO VANNINI, I DUBBI DI MAMMA MARINA

Del caso di Marco Vannini si parlerà anche questa sera a Chi l’ha visto?, la trasmissione di Rai Tre condotta da Federica Sciarelli che darà ampio spazio a mamma Marina. La signora Conte, come riportato da Il Messaggero, è sicura:”Mio figlio non avrebbe mai permesso che Ciontoli entrasse in bagno mentre era in doccia. L’unica stanza ordinata e ripulita in modo maniacale era quella di Martina, di solito disordinata. Una coincidenza o la sua camera è stata rimessa a posto?”. I dubbi di Marina Conte sono anche sul ruolo di Martina, la fidanzata di Marco:”Non riesco a comprendere come si possa credere al fatto che Martina fosse in un altro luogo della casa, lei era a conoscenza della verità. Marco soffriva con un proiettile nel corpo che già gli aveva trapassato polmone e cuore e le sue urla si sentono benissimo nelle registrazioni telefoniche del 118″. La mamma di Marco otterrà ciò che chiede? La riapertura delle indagini è ipotesi percorribile?



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