Ustica, lo Stato non paga: pignoramento/ Ultime notizie, i legali delle vittime “Situazione imbarazzante”

- Davide Giancristofaro Alberti

Pignoramento nei confronti dello Stato per la strage di Ustica: i famigliari delle vittime non vengono risarciti

La strage di Ustica del 1980 Il relitto di Ustica (web)

Atto di pignoramento nei confronti dello stato in merito alla strage di Ustica. Come riferito in queste ultime ore dai principali quotidiani online, a cominciare dal Corriere della Sera, come stabilito dalla corte d’appello di Palermo, la moglie e le tre figlie di Carlo Parrinello, una delle 81 vittime della nota strage aerea del 1980, avrebbe dovuto ricevere una somma a titolo di risarcimento pari a 1.908.909 euro, ma fino ad oggi i ministeri hanno pagato solamente 431.794 euro. Di conseguenza è stato disposto un pignoramento pari a 1.477.107 euro. Il 27 giugno di 39 anni fa un Dc9 della compagnia Itavia si inabissò nel mar Tirreno, e fra le vittime vi fu anche Parrinello, per i cui famigliari era stato disposto un risarcimento di circa due milioni di euro. Parrinello, originario di Marsala in provincia di Trapani (Sicilia), era un imprenditore agricolo, e quando morì (a 44 anni), era in grado di mantenere la moglie e le figlie.

USTICA, LO STATO NON PAGA: PIGNORAMENTO

Secondo lo stato, le vittime non saranno risarcite della somma dovuta perché lo stesso sostiene che i famigliari delle persone decedute sull’aereo percepiscono un’indennità pari a circa 1.600 euro al mese, e di conseguenza vanno tolte dal risarcimento totale tutte le somme future che gli stessi famigliari percepiranno fino a quando non compiranno 75 anni di età. Ovviamente si oppongono i legali di Panariello, gli avvocati Vanessa e Fabrizio Fallica, che sostengono invece che la sentenza non parla assolutamente di questa detrazione: «E’ una situazione imbarazzante – fanno sapere – questa posizione dell’avvocatura serve solo ad aggravare ancor di più lo stato di spese per le procedure esecutive». Gli avvocati hanno notificato un atto contro i ministeri dei trasporti e della difesa, anche a nome dei famigliari di altre tre vittime, che devono ancora ricevere dallo stato circa 2 milioni di euro.





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