MASSIMO BOSSETTI/ Omicidio Yara, Denti “Pm mi screditò per farmi uscire dal processo”

- Silvana Palazzo

Omicidio Yara Gambirasio, riapertura processo per Massimo Bossetti? Il consulente della difesa Ezio Denti commenta la chiusura del caso sui suoi titoli

Massimo Bossetti
Massimo Bossetti

In concomitanza con il processo a Massimo Bossetti, erano partiti anche dei procedimenti collaterali. Proprio Ezio Denti, consulente della difesa di Bossetti era stato accusato dalla pm di aver millantato una presunta laurea ed il caso aveva sollevato molto clamore. Adesso anche questa vicenda si è conclusa con meno clamore rispetto a come è iniziata ed a parlarne a Radio Cusano Campus nel corso della trasmissione L’Italia d’è desta è stato lo stesso ingegner Denti che ha spiegato: “Dopo 4 sentenze di cui una del giudice di pace direi che ormai la vicenda è conclusa”. Ma cosa c’entrava il suo presunto o meno titolo di ingegnere con la vicenda di Bossetti e l’omicidio di Yara Gambirasio? “La mia figura era in qualità di consulente tecnico e investigatore, erano state svolte tutte le indagini  e le consulente tecniche relative al furgone ma durante il contraddittorio da parte della pm non ci fu nulla in merito all’attività svolta ma solo quello di screditare la mia persona partendo dai titoli di studio che secondo la pm al Miur non erano presenti”. A detta di Denti, ciò era motivato dal fatto che lui fosse laureato all’estero. Da qui la guerra finita in aula e che ha portato a quattro processi. Per Denti è stata “una cosa veramente vergognosa”. Ezio Denti è stato assolto perchè “il fatto non sussiste”. Ma perchè fu così assalito e screditato in modo da fargli perdere i titoli e, dunque, farlo uscire dal processo? Proprio questo ha portato all’avvio delle indagini su questo caso. Tornando al caso Bossetti, Denti ha confermato che tutta la squadra difensiva non si è mai fermata: “Credo, e ne sono convinto, che l’errore di questo processo è all’inizio. C’è un errore che si son portati fino alla fine. Nel revisionare tutte le carte ci sono davvero delle anomalie che potrebbero portare a riaprire il caso”, ha aggiunto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

RIAPERTURA PROCESSO?

Massimo Bossetti continua a proclamarsi innocente. Condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, il carpentiere di Mapello spera nella riapertura del processo. Una strada che il suo consulente Ezio Denti ritiene percorribile, nonostante serva qualcosa di forte. «Non posso entrare nei dettagli ma crediamo di avere elementi sufficientemente forti per poter riaprire il caso, ne sono più che convinto», ha dichiarato Denti ai microfoni di Radio Cusano Campus. Sul caso della 13enne di Brembate potrebbero esserci allora sviluppi clamorosi. «Mi mancano ancora dei tasselli importanti ma se riuscirò ad incastrarli allora ne vedremo delle belle», ha spiegato Denti, uno dei consulenti tecnici della difesa di Massimo Bossetti. «Non mi sono mai fermato. Abbiamo ricominciato da capo. Il tempo ci darà ragione». Per Denti l’errore di questo processo è all’inizio. «Nel revisionare le carte ci sono delle anomalie che potrebbero portare a riaprire il caso».

MASSIMO BOSSETTI, RIAPERTURA PROCESSO PER OMICIDIO YARA GAMBIRASIO?

La condanna all’ergastolo di Massimo Bossetti non chiude il caso relativo all’omicidio di Yara Gambirasio. Lo ha precisato Ezio Denti, uno dei consulenti del carpentiere di Mapello. Per la difesa di Bossetti c’è la possibilità di riaprire il processo. «Al di là delle questioni scientifiche, comunque centrali, ci stiamo concentrando sulle attività di soggetti interessanti». Il consulente ha ricordato che avevano fatto appello ai cittadini di Brembate per chiedere loro di farsi avanti se sapevano qualcosa. «Abbiamo quindi ricevuto diverse informazioni che sono interessanti», ha chiarito Ezio Denti a Radio Cusano Campus. Ma Dente ha parlato anche del caso giudiziario che ha riguardato il suo titolo di studio: «Ci sono volute quattro sentenze di cui una del giudice di pace che hanno detto che sono un ingegnere a tutti gli effetti» . Era stato il pm bergamasco Letizia Ruggeri, che indagò sull’omicidio della 13enne, a denunciare la mancanza di titoli di studio per il consulente tecnico della difesa Bossetti.

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