Busta offerte in chiesa “solo per italiani poveri”/ Parroco “riprendile, non è fede”

- Niccolò Magnani

Venezia, busta con offerte per poveri “ma solo gli italiani”: il parroco replica netto “alla riprenditele, non ha nulla a che fare con la fede”

Candele e offerte in chiesa
Immagine d'archivio (Pixabay, 2019)

Avviene tutto a Venezia, nella piccola chiesa parrocchiale di San Nicolò e San Marco a Mira: una persona, come rivela il Gazzettino, ha lasciato all’interno della chiesa una busta con una offerta per i poveri accompagnandola da una scritta che ha indignato i fedeli e il parroco stesso, dando il via al “caso” già divenuto bufera social in queste ore. «L’offerta è per gli italiani in primis e gli stranieri per ultimi», spiegano i colleghi del Gazzettino, poi confermato dallo stesso parroco Don Gino Cicutto sul foglio parrocchiale divenuto “virale” in questo weekend. «Si riprenda la busta allora, questi slogan non hanno niente a che fare con la fede». Secondo il sacerdote, indignato per la richiesta di “orientare” un’offerta verso un gruppo specifico di poveri, «Quanto era scritto sulla busta – scrive don Cicutto – mi ha profondamente amareggiato e umiliato». Sempre sul foglio parrocchiale è stato scelto di pubblicare l’intero contenuto della busta: «Pro anziani, malati, al freddo o alla fame, italiani da sempre, in primis. Gli stranieri per ultimi».

LA REPLICA DEL PARROCO

Davanti a quel tipo di offerta, il parroco ha dunque deciso di non voltare la testa dall’altra parte e accettare i pur sempre utilissimi soldi d’offerta per i poveri: «Queste parole ripropongono slogan che siamo abituati a sentire, ma non hanno niente a che fare con la fede e la vita cristiana che considera i più poveri tra i primi, senza guardare il colore della pelle o la provenienza», sottolinea Don Gino che non pare conosca la persona che ha lasciato spontaneamente la busta trovata in parrocchia. «La persona che ha scritto queste parole deve interrogarsi seriamente sul suo essere cristiano, e se non è d’accordo su quello che è la vera carità, può passare per la canonica a riprendersi la sua ‘offerta’», sottolinea ancora Don Cicutto. La conclusione è ancora più netta e dura e ribadisce il senso profondo della carità cristiana: «Eventualmente può consegnarla a chi la pensa come lui ma non deporla davanti al Signore». Non c’entra nulla razzismo, sovranismo, politica o “categorie” sociali: la povertà è di tutti e con tutti e l’aiuto e sostegno della Chiesa non guarda “in faccia” a nessuno, nel senso che tutti sono guardati, accolti e amati in quanto figli dell’unico Dio.



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