Kyra Kole, arrestata soubrette Ciao Darwin/ Nel centro massaggi giro di prostituzione

- Silvana Palazzo

Kyra Kole, arrestata soubrette ungherese che ha partecipato a Ciao Darwin. Il centro massaggi in realtà copriva giro di prostituzione: le indagini

kyra kole instagram
Kyra Kole (Foto: da Instagram)

Guai per Kyra Kole, la dj e soubrette ungherese che abbiamo visto anche a Ciao Darwin condotto da Paolo Bonolis. All’anagrafe Edyna Greta Gyorgy, è stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Seregno (Monza) con l’accusa di gestire finti centri massaggi con un giro d’affari di oltre 70mila euro all’anno. Il fermo della 29enne è avvenuto perché c’è si ritene che abbia avviato un giro di prostituzione all’interno di un centro massaggi in Brianza. Nota per la sua collaborazione con i “Gemelli Diversi”, Kyra Kole reclutava ragazze tramite annuncia sui giornali e sul web. All’interno del centro lavoravano sette ragazze, ucraine, italiane e marocchine, di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Sempre a lei era intestato l’affitto dell’appartamento e il falso centro massaggi. C’erano letti con morbidi cuscini e un listino prezzi per le prestazioni sessuali che andavano dai 70 ai 200 euro. Di fatto dunque era una casa di tolleranza gestita dalla soubrette, secondo quanto riportato da Repubblica.

KYRA KOLE, ARRESTATA SOUBRETTE CIAO DARWIN

Stando a quanto emerso dalle indagini, e riportato da Repubblica, la soubrette Kyra Kole prima faceva scegliere al cliente tra le sette ragazze presenti nel centro massaggi, poi ha dovuto cambiare modus operandi e farle lavorare a turno, a causa del malcontento sorto dalla preferenza per alcune piuttosto che altre da parte di molti clienti. Le indagini sul giro di prostituzione sono cominciate proprio dopo una lite tra due ragazze del centro massaggi: una di loro ha chiamato il 112 e quindi è partita l’inchiesta. Intercettata al telefono, la dj e soubrette ungherese Kyra Kole ha spiegato a Repubblica che vuole aprire succursali della sua attività illecita e spiegato che «se cambiassero due leggi in questo paese, io sarei a posto». La donna, che di recente ha posato per l’edizione spagnola di Playboy, aveva cercato infatti di dare una parvenza di legalità alla sua attività, visto che faceva lavorare le donne solo dopo aver fatto aprire loro la partita iva e facendole pagare un canone d’affitto per le stanze in cui esercitare. Di fatto però, come riportato dal Corriere della Sera, tratteneva per sé metà degli incassi e gestiva l’attività in molto rigoroso e con “accortezza imprenditoriale”.



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