Marco Vannini, ricorso in Cassazione/ Pm: “Omicidio volontario per i Ciontoli”

- Silvana Palazzo

Marco Vannini, presentato ricorso in Cassazione. Il pm Vincenzo Saveriano: “Omicidio volontario per tutta la famiglia Ciontoli”

Marco Vannini
Omicidio Marco Vannini (Chi l'ha visto)

Ricorso in Cassazione per l’omicidio di Marco Vannini: lo ha presentato il pm Vincenzo Saveriano della Corte d’Assise d’Appello di Roma. Ha chiesto per l’intera famiglia Ciontoli omicidio volontario con dolo eventuale. Nella sentenza dello scorso 29 gennaio, di secondo grado, il maresciallo della Marina (con un ruolo nei servizi segreti) Antonio Ciontoli era stato condannato a 5 anni per la derubricazione del reato in omicidio colposo. Dunque, il pm Saveriano chiede anche l’annullamento della sentenza sopracitata «con rinvio ad altra sezione della medesima Corte d’Assise d’appello». Già in appello il procuratore generale, rappresentante dell’accusa, aveva chiesto nella sua requisitoria 14 anni di carcere per omicidio volontario per l’intera famiglia Ciontoli. La difesa, rappresentata dai legali Pietro Messina e Andrea Miroli, invece nei giorni scorsi ha annunciato ricorso alla Cassazione per ottenere l’assoluzione di Maria Pezzillo, Martina e Federico Ciontoli, non escludendo neppure la possibilità di farlo anche per il capofamiglia, a cui è stata attribuita la responsabilità dello sparo che ha ucciso il ragazzo di Cerveteri il 17 maggio 2015.

MARCO VANNINI, PRESENTATO RICORSO IN CASSAZIONE

La sentenza contro cui è stato presentato ricorso in Cassazione ha fatto molto discutere, infatti molte personalità di spicco della politica sono intervenute a riguardo. Secondo i giudici d’Appello, Antonio Ciontoli era convinto che Marco Vannini non fosse in pericolo di vita, per questo l’omicidio da volontario è stato derubricato a colposo. Ma per i genitori della vittima la sentenza è stata a dir poco sconvolgente, tanto che hanno chiesto che il processo fosse rifatto di nuovo. Marco quella sera si sarebbe potuto salvare se la famiglia Ciontoli avesse chiamato tempestivamente i soccorsi, invece hanno aspettato alcune ore, pulito tutto e poi chiamato l’ambulanza, ma senza avvisare i sanitari che Marco era stato vittima di un colpo d’arma da fuoco. «Non si può crocifiggere una persona per un errore», hanno dichiarato i legali dei Ciontoli. La replica del padre di Marco a Fanpage: «Dato che ha fatto una cosa così grave, va punito per una cosa così grave. Anzi, vanno puniti, tutti quanti».



© RIPRODUZIONE RISERVATA