Adesca bimbo di 8 anni su chat di Clash of Clans/ 32enne fiorentino denunciato

- Davide Giancristofaro Alberti

Un 32enne di Firenze ha adescato un bimbo di soli 8 anni sulla chat di “Clash of Clans”

Tribano richiedente asilo
Pixabay

Un uomo è stato arrestato con l’accusa di corruzione e adescamento di minorenne, dopo alcune chat sospette nei confronti di un bambino di soli 8 anni. Come riferisce l’agenzia Ansa, l’adescamento è avvenuto attraverso la chat del videogioco “Clash of Clans”, app per smartphone fra le più scaricate di sempre. Dopo una prima “chiacchierata” via gioco, il tutto si è spostato su WhatsApp, dove il 32enne arrestato, originario della Toscana, ha iniziato ad inviare al bambino contenuti a sfondo sessuale. Subito dopo aver giratogli del materiale vietato, ha a sua volta chiesto al bimbo di fare altrettanto, invitandolo a mandargli degli scatti a fondo sessuale. Accortisi della chat i genitori si sono immediatamente recati dalle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto, e subito dopo sono scattate le indagini. Le forze dell’ordine di Cagliari, non senza fatica, sono riuscite ad individuare il responsabile, un residente della provincia di Firenze.

ADESCA BIMBO DI 8 ANNI SU CHAT DI CLASH OF CLANS

Al responsabile sono stati sequestrati due smartphone nel corso delle perquisizioni, e dopo aver esaminato i telefoni si è avuta la conferma che fosse realmente colui che parlava via web con il bambino di 8 anni. I militari hanno quindi scoperto che il 32enne aveva già agito in maniera simile in passato, visto che sono state individuate altre chat a sfondo sessuale con altri utenti che al momento le forze dell’ordine non hanno ancora identificato. L’uomo è stato quindi denunciato per corruzione e adescamento di minorenne e nel frattempo le indagini della polizia postale di Cagliari stanno proseguendo per cercare di capire chi siano le altre vittime del fiorentino, e soprattutto, se lo stesso abbia scambiato il materiale in possesso in una rete di pedofili, come spesso e volentieri succede in questi casi. Al di la del fatto che probabilmente un bambino di 8 anni non dovrebbe possedere uno smartphone (ma questo è un altro discorso), è chiaro ed evidentemente come il nuovo canale di comunicazione dei pedofili siano i videogame, alla luce anche di un altro caso simile avvenuto con Fortnite.



© RIPRODUZIONE RISERVATA