A PRANZO CON LA BIBBIA/ Lo chef ebreo che cucina solo piatti del Libro dei Libri

- Paolo Vites

Un cuoco ebreo ha aperto un ristorante dove si cucinano solo cibi che si trovano nella Bibbia

gerusalemme 1 pixabay
Alba a Gerusalemme (Pixabay)

Siete curiosi di sapere cosa e come mangiavano i protagonisti della Bibbia, dai tempi dell’Antico testamento al Nuovo? Ci pensano loro, gli Chef per la pace, un gruppo di trenta tra cuochi arabi, ebrei, musulmani e cristiani che nel 2001 hanno dato vita a questa associazione perché credono che stare a tavola insieme costruisce ponti di pace e dialogo. In effetti l’intera Bibbia è ricca di pagine dove si parla di banchetti, e in fin dei conti Gesù fece il suo primo miracolo a un pranzo di nozze. In particolare uno di loro, Moshe Basson uno chef ebreo di origine iracheno, si è specializzato nell’impresa che si potrebbe definire archeologia culinaria: non capita tutti i giorni infatti di consumare un pranzo come lo si faceva 3mila anni fa. Il suo ristorante si trova ovviamente a Gerusalemme, la città biblica per eccellenza e lui spiega che “amo la Bibbia. In essa ho trovato molte connessioni con la gastronomia. Per esempio, uso l’issopo che appare nella Bibbia quando Mosè conduce il popolo di Israele fuori dall’Egitto. Lui chiese agli israeliti di marcare con l’issopo intinto nel sangue di un agnello gli stipiti delle porte, in modo che non fossero colpiti dal Signore”.

CHEF PER LA PACE

Ma cosa è l’issopo? E’ una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e al genere Hyssopus, una pianta erbacea molto antica coltivata per le sue proprietà terapeutiche (espettoranti, digestive) e per gli usi in cucina. Lo chef ha individuato le “sette specie” i sette elementi che più vengono menzionati nel libro dei libri e cioè grano, orzo, uva, fichi, melograni, olive e datteri. Il suo ristorante si chiama Eucalyptus: la buona cucina, dice, non conosce fedi, razze o nazionalità. Le sue specialità? Eccone alcune: fichi ripieni di  pollo in salsa di tamarindo o in agrodolce; dolmas avvolti in malva o ciclamino selvatico, zuppa di carciofo di Gerusalemme, selvaggina locale come fagiano e quaglia e fichi freschi intinti in sciroppo di dattero e tehina. La sua focaccia fatta in casa viene servita con una selezione di erbe spalmabili. Il suo piatto d’autore è il maqluba, uno stufato cotto a fuoco lento con riso, verdure e polle.



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