Reddito di cittadinanza, denunciata una coppia di Palermo/ Lui lavorava in nero

Reddito di cittadinanza, una coppia di Palermo è stata denunciata: ecco tutti i dettagli

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Carabinieri (LaPresse)

Lavorava in nero mentre la moglie aveva presentato la domanda per avere il reddito di cittadinanza, il famoso sussidio per un massimo di 780 euro mensili alle persone indigenti. Per questo motivo un operaio della provincia di Palermo è stato denunciato. La notizia è riportata in queste ore da numerosi organi di informazione, a cominciare dal quotidiano Il Giornale, che fornisce diversi dettagli sulla vicenda. La scoperta è giunta dopo un’ispezione in un cantiere edile privato da parte dei carabinieri del nucleo operativo per la tutela del lavoro di Palermo, in cui è stato appunto appurata la presenza di un operaio non in regola. Indagando più a fondo, si è quindi scoperto che la moglie aveva fatto richiesta per avere il rdc: «Nello scorso mese di marzo – spiegano i carabinieri che hanno deferito i due coniugi in stato di libertà alla Procura di Termini Imerese – aveva presentato domanda (accolta ma con pagamento non ancora eseguito) per il conseguimento del reddito di cittadinanza per il nucleo familiare, omettendo di comunicare le previste variazioni al patrimonio, peraltro provento di attività irregolare».

REDDITO DI CITTADINANZA, DENUNCIATA UNA COPPIA DI PALERMO

Ovviamente le sanzioni sono scattate anche nei confronti del titolare dell’impresa edile, un socio-amministratore della ditta ispezionata, deferito all’autorità giudiziaria per una serie di violazioni riguardanti la sicurezza sul lavoro, come ad esempio la presenza del ponteggio metallico non idoneo, perché sprovvisto dei parapetti, o ancora, l’uso di cavi elettrici senza la dovuta precauzione, la mancanza totale di servizi igienici e dell’area dello stoccaggio del materiale, l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori e numerose altre irregolarità. Nei confronti del socio amministrativo è stata comminata una sanzione amministrativa da 5mila euro e ammende per 52mila: siamo certi che la prossima volta quel datore di lavoro smemorato ci penserà due volte prima di far lavorare qualche altro operaio in nero.



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