TERREMOTO POLLINO/ La voce da Mormanno (Calabria): c’è chi non vuole rientrare in casa, ma con la paura del sisma conviviamo da sempre

- La Redazione

Terremoto in Calabria, una scossa di 5 gradi della scala Richter questa notte nella regione del Pollino. La testimonianza di un cittadino di Mormanno, il centro più colpito dal sisma

sismografo_r439
Sismografo (Foto:Infophoto2)

Mormanno, provincia di Cosenza in Calabria: una scossa di terremoto registrata stanotte intorno alla una di notte, ha terrorizzato la popolazione. Siamo nella regione del Pollino in provincia di Cosenza al confine tra Calabria e la Basilicata. Una zona ad altissima densità sismica, colpita negli ultimi due anni da qualcosa come duemila scosse di terremoto, ma nessuna del livello di quella di questa notte che ha raggiunto i 5 gradi della scala Richter. Raffaele Bloise, un residente di Mormanno raggiunto telefonicamente da IlSussidiario.net nonostante la difficoltà di collegamento telefonico di queste ore, ci ha raccontato la paura che è ancora nella popolazione. “Siamo abituati purtroppo ai terremoti, da due anni viviamo con praticamente una scossa al giorno” ha detto “ma una scossa come quella di questa notte non l’avevamo mai sentita”. Bloise racconta che il sisma è durato qualcosa come undici secondi: “Una scossa molto lunga che ci ha spaventati e costretti ad abbandonare i letti e le case e a fuggire per strada”. La popolazione di Mormanno infatti, il centro più vicino all’epicentro, ha passato la notte in strada: “Molte persone sono ancora per strada” ci ha detto Bloise. “Qualcuno è ancora fuori di casa, altri sono tornati nelle loro abitazioni anche perché è molto rallentato il ritmo delle scosse di assestamento”. Dopo quella dell’una di notte infatti ne sono state registrate circa altre duecento. La protezione civile è prontamente intervenuta sul posto. “La protezione civile ha fatto un piano di evacuazione con dei punti di raccolta, dei punti sicuri dove la gente può andare già in queste ore. In questo momento è in corso il coordinamento con il prefetto, con il capo della protezione civile Gabrielli e i sindaci della zona”. La gente è spaventata, ci ha detto, “anche se sono due anni che conviviamo con scosse che arrivano anche a 3 gradi. Li abbiamo sempre avuti questi terremoti in modo quasi quotidiano ma di questa entità no. Ci si abitua perché tutto sommato siamo pronti a scappare dal letto e a cercare un rifugio più o meno sicuro. In questi mesi ci siamo allertati tutti”. I danni più gravi a Mormanno si sono verificati alla cattedrale: “Si è dovuta chiudere la cattedrale, è intervenuta la sovrintendenza per controllare la situazione e sta studiando come mettere in salvo le opere d’arte che vi sono contenute. Non ci sono stati crolli, ci sono state lesioni diffuse sulle navate centrali e laterali, gli archi sono tutti lesionati e sono caduti degli stucchi. E’ stato fatto un primo sopralluogo visivo per capire come muoversi”. Il Pollino dove si trova Mormanno è zona sismica da sempre: “Il centro storico di Mormanno risale circa al 1700, dunque sono abitazioni molto antiche e dove si sono verificati i danni, in particolare vicino alla cattedrale. La parte periferica ovviamente è recente ma tutto sommato non ci sono preoccupazioni, non ci sono stati danni. 

Sono quasi tutti edifici costruiti in modo sicuro e anti sismico per la maggior parte”. Bloise spiega come le autorità abbiano sempre avuto molta attenzione: “Sono anni che si fanno adeguamenti e lavori di controllo, sono naturalmente rimaste alcune case dove non si è ancora messo mano”. Al momento, conclude, si è inattesa di sapere quali nuovi possibili disposizioni la protezione civile darà, in particolare se sarà permesso passare la notte a casa propria o no. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori