LEARNING WEEK/ L’infinitamente piccolo e il Big Bang: come si guarda ciò che non si vede

- La Redazione

E’da poco terminata la Learning Week al Liceo Scientifico Frassati di Seveso. Il percorso ha permesso ai ragazzi e agli insegnanti del triennio di scoprire come alcune evidenze della natura non sono sottoponibili direttamente al vaglio dei propri sensi. Ce ne parla ALESSANDRA PILOTTI 

universoR375_26ago09

La natura ha dotato l’uomo, al pari di molti animali, dei cinque sensi che sono un potente strumento attraverso cui relazionarsi con la realtà al di fuori di sé; la conoscenza si sviluppa infatti attraverso i sensi. Nel tempo l’uomo ha messo a punto metodi e strumenti che gli permettono di superare i limiti dei sensi, potenziando così enormemente la propria capacità di investigare la realtà. Tra i cinque sensi, probabilmente, il più persuasivo riguardo alla conoscenza della realtà esterna a sé è la vista. Eminentemente si tende a credere a ciò che si vede; su questa naturale inflessione, ad esempio, fanno leva gli illusionisti che convincono gli spettatori di fatti razionalmente impossibili.

La Learning Week da poco terminata al Liceo Scientifico Frassati di Seveso ha visto ragazzi del triennio e insegnanti coinvolti in un articolato percorso che ha permesso non solo di scoprire aspetti della realtà non rilevabili a occhio nudo, ma anche di soffermarsi su un passaggio fondamentale: ritenere per vere evidenze che non si possono sottoporre direttamente al vaglio dei propri sensi, ma di cui si può razionalmente verificare l’attendibilità.

In quest’ottica è stato determinante l’incontro a scuola con professionisti di diversi settori che hanno testimoniato come il “fidarsi” delle evidenze ottenute con tecniche e strumenti vari, renda quotidianamente efficace il loro lavoro, sia esso mirato alla ricerca pura, a migliorare la salute o a sviluppare nuovi prodotti.

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO

La proposta si è focalizzata su due aree particolarmente significative: una riguardante le tecnologie più avanzate di imaging per la diagnostica clinica (CT, RMN, endoscopia, ecografia), l’altra dedicata alle tecniche di microscopia elettronica (TEM, SEM, AFM) con le relative applicazioni in campo industriale di cui i ragazzi hanno fatto conoscenza diretta visitando i laboratori di STMicroelectronics.

La settimana si è conclusa con un seminario tenuto dal Prof. Lucio Rossi del CERN di Ginevra che ha presentato il più potente acceleratore di particelle del mondo ( LHC ). L’incontro con Rossi ha consentito agli studenti di vedere fino a dove è arrivata la capacità umana di superare i limiti spazio-temporali dei propri sensi, spingendo la propria esplorazione verso l’infinitamente piccolo e, nel contempo, ricreando in laboratorio condizioni che in natura si sono verificate solo nei primi istanti di vita dell’universo.

Lo stesso Rossi, proprio sul finire della Learning Week e in una ideale continuità di contenuti e di metodo, ha inaugurato l’iniziativa Scienza a Seveso – Esplorando i limiti del mondo, organizzata dall’Associazione Don Mezzera, dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente in collaborazione con la Cooperativa Sociale Pier Giorgio Frassati e con il Patrocinio dell’Unione del Commercio, del Turismo, dei Servizi e delle Professioni della Provincia di Milano e della Città di Seveso. Il ciclo di quattro conferenze sulle imprese scientifiche più avanzate mai tentate sino ad ora, è proseguito con la conferenza L’Avventura del Satellite Planck, con Benedetta Cappellini, e prevede per il prossimo 9 aprile quelle su Alle Colonne d’Ercole (presentazione della omonima mostra, con Nicola Sabatini e Carlo Sozzi; infine il 16 aprile “Toccare e vedere gli Atomi” con Valeria Cassina.

Tutto ciò è stato per i ragazzi è stata l’occasione per riflettere, forse per la prima volta, sul significato di imprese umane simili che non hanno altro scopo se non il dare risposta alle domande fondamentali che riguardano la realtà naturale del mondo in cui viviamo e per confrontarsi con una possibilità affascinante di vocazione professionale. Ma non sono mancati i risultati diretti: come documentano gli elaborati di alcuni studenti ripostati a lato, scritti in inglese a partire unicamente dalle lezioni ascoltate.

(a cura di Alessandra Pilotti)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori