PREMIO ACQUI AMBIENTE/ Sei nomi che rilanciano la salvaguardia del creato

- La Redazione

La giuria del Premio Acqui Ambiente, dopo un’attenta e ponderata valutazione delle opere, ha scelto i vincitori della decima edizione. Ne parla AGOSTINO BERTANI

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La giuria del Premio Acqui Ambiente, dopo un’attenta e ponderata valutazione delle opere, ha scelto i vincitori della decima edizione. Il riconoscimento di «testimoni dell’ambiente» è andato a tre personalità di rilievo provenienti da ambiti diversi ma ugualmente sensibili al tema la cui importanza continua a crescere in tutto il mondo: Katia Ricciarelli, Renzo Martinelli e Luca Barbareschi. 

Il regista Renzo Martinelli ha ricevuto il premio per il suo film Vajont, la diga del disonore, trasmesso in prima serata su Rai Movie giovedì 9 ottobre scorso. Il film, che ha ottenuto anche il David di Donatello, è la ricostruzione, in chiave cinematografica, della tragedia del 9 ottobre 1963, allorché, dalle pendici del monte Toc, nella valle del Vajont, 260 milioni di metri cubi di roccia precipitarono nel bacino artificiale della diga. L’enorme massa sollevò un’onda di 250 metri che distrusse i paesi sottostanti, provocando più di 2000 morti.  La pellicola, artisticamente di forte impatto narrativo ed emotivo, è un duro atto d’accusa verso chi sottovaluta i segnali d’allarme che spesso precedono gli eventi catastrofici della natura. La tragedia del Vajont non fu una fatalità, ma un evento annunciato. 

Martinelli ha al suo attivo numerosi film di interesse storico, su vicende che hanno coinvolto profondamente l’opinione pubblica italiana. Tra questi, Piazza delle Cinque Lune, incisiva indagine sulla tragedia di Aldo Moro;  Il mercante di pietre (2006, sul terrorismo islamico); Barbarossa (2009, dedicato all’imperatore che voleva conquistare l’Italia); 11 settembre 1683, la battaglia di Vienna come premessa dell’attacco alle Torri Gemelle. Attualmente è impegnato a realizzare per Rai Cinema il film che avrà per titolo Ustica. La verità, dedicato alla tragedia dell’aereo dell’Itavia precipitato tra le isole di Ponza e di Ustica il 27 giugno 1980 con 81 vittime.

Luca Barbareschi è stato premiato in quanto ha incarnato, tra i primi nel cinema italiano, un ecologista, figura che si pone oltre la destra e la sinistra. Da lui diretto e interpretato, oltre che scritto, Il trasformista ha rappresentato un uomo capace di rinunciare a un’immensa fortuna per l’ecologia, un bravo piemontese che si prodiga durante un’alluvione fino a vedersi proporre l’elezione in Parlamento. Ma qui iniziano le umiliazioni. E, peggio, le tentazioni. Nel 2013 ancora Barbareschi ha prodotto, sceneggiato interpretato e diretto Something Good (Qualcosa di buono), film che denuncia le sofisticazioni alimentari e il relativo traffico di derrate pericolose.

Vincitori dell’Acqui Ambiente, per la sezione opere a stampa (che quest’anno con cinquanta volumi in concorso ha segnato il record di partecipanti di tutte le dieci edizioni) sono risultati Brando Quilici, con il volume Il mio amico Nanuk, avvincente romanzo che descrive l’amicizia tra un adolescente e un cucciolo di orso polare, e Giordano Bruno Guerri per il volume Con D’Annunzio al Vittoriale, illustrato dalle foto di Lorenzo Cappellini. 

Nel libro, Guerri descrive il privilegiato e straordinario incontro con la natura, l’ambiente e il disvelamento dell’anima di un grande poeta e racconta come ha recuperato e riaperto al pubblico le Vallette del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, una vasta e magnifica area naturale del parco, che nel 2012 ha vinto il Premio per il più bel parco d’Italia. 

“Accanto all’Acqui Storia — ha dichiarato il sindaco della città termale, Enrico Bertero — il Premio Acqui Ambiente costituisce un’importante realtà culturale che in questi ultimi anni ha nettamente consolidato il suo prestigio ed è divenuta il vanto della città che lo ospita così come dei prestigiosi sostenitori, tra i principali la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e, da quest’anno, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria”.

Il responsabile esecutivo del Premio, Carlo Sburlati, che ha portato al successo internazionale anche il più longevo e blasonato Acqui Storia, ha dichiarato: “Il principio ispiratore del Premio Acqui Ambiente, il diritto ad un ambiente sano, si presenta come base e fondamento a quello che è l’asse principale dell’Expo 2015, ossia il diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra”.

Proprio la concomitanza con l’Expo 2015, i promotori del Premio hanno ideato una sezione parallela e, al tempo stesso, complementare al concorso letterario originario. Il progetto, ideato per i giovani, verterà sul tema: “Expo 2015 Padiglione Italia: la ricerca di uno sviluppo equilibrato tra la produzione del cibo e lo sfruttamento delle risorse” e vedrà partecipare le scuole medie inferiori e superiori della città di Acqui Terme, che riceveranno un riconoscimento in occasione della cerimonia.

Agostino Bertani

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