“Mio padre, la rivoluzione” di Davide Orecchio/ Racconti sulla Rivoluzione Russa (Premio Campiello 2018)

- Matteo Fantozzi

Al Premio Campiello 2018 ci sarà anche il romanzo di Davide Orecchio “Mio padre, la rivoluzione”. Si tratta di una raccolta di racconti sulla storia della Rivoluzione Russa.

versione greco latino seconda prova maturità 2019
Versione Maturità 2019 (Foto: da Pixabay)

L’autore Davide Orecchio ha voluto scrivere con “Mio padre, la rivoluzione” una raccolta di racconti, ritratti e biografie, correlate da alcuni reportage di viaggio, che trattano mito e storia della Rivoluzione Russa. I protagonisti di queste vicende sono sia personaggi famosi, come Lenin, Stalin e Trockij, che hanno attivamente partecipato alle vicende dell’Ottobre 1917; ma anche figure storicamente di minore risalto, comunque affascinanti. Attraverso la finzione letteraria, e servendosi delle licenze tipiche di uno scrittore, Davide Orecchio tenta una contaminazione tra letteratura e storia, ovvero tra fantasia e realtà, creando un romanzo unico nel suo genere e qualitativamente molto interessante. La maggiore attrattiva di questo libro, oltre ad un meticoloso lavoro di documentazione storica, è proprio un approccio controstorico, in base al quale vengono proposti improbabili sviluppi immaginari alla realtà di avvenimenti accaduti e documentabili. Uno dei protagonisti dei racconti è Trockij, che, ancora in vita nel 1956, avrebbe meditato sull’invasione sovietica dell’Ungheria, mentre Chruscev si sarebbe posto in netta competizione con Stalin. Qualche tempo dopo Robert Zimmerman sarebbe venuto in contatto con i testi di Trockij, e, senza diventare Bob Dylan, sarebbe riuscito comunque a comporre bellissime canzoni di stampo rivoluzionario. Tutti i racconti che compongono il libro affrontano tematiche di fantasia, ma che nascono da presupposti storici, con lo scopo di immaginare dei futuri possibili, sempre tenendo presente le speranze tradite del Novecento.

Davide Orecchio, l’autore

Lo scrittore Davide Orecchio nasce nel 1969 a Roma, dove attualmente risiede; è storico di formazione, ma ha esordito nella narrativa nel 2011 con biografie immaginarie raccolte nel libro “Città distrutte”, finalista al Premio Volponi ed al Premio Napoli. In seguito ha pubblicato il romanzo “Stati di grazia”, ed il recente “Mio padre la rivoluzione”, che è arrivato finalista del Premio Campiello 2018. Considerato un autore outsider nel panorama letterario attuale, Davide Orecchio, probabilmente per via dei suoi studi sulla storia, spesso attinge a vicende realmente accadute e documentate per poi trasformarle in narrazioni al limite con l’assurdo, senza peraltro mai perdere di vista la finalità che si propone, ovvero quella di realizzare una (difficile) contaminazione tra differenti generi letterari.



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