GIORNALI/ Un pugno di giovani e il bello di rischiare (in Sicilia)

Lo storico quotidiano “La Sicilia” e la start up “Sicilian Post” offrono ogni settimana “Sicilian Stories”, un ponte fra giornalismo cartaceo e digitale

02.01.2019 - Giuseppe Di Fazio
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LaPresse

Un esperimento. Per dare nuovo slancio a uno storico giornale di carta. E, d’altro canto, per incrementare la riflessione e l’approfondimento in una giovane e già avviata testata online. Si potrebbe riassumere così l’avventura cominciata a metà novembre 2018 che ha visto protagonisti il quotidiano La Sicilia e il Sicilian Post.

Settimanalmente il giornale cartaceo più letto e venduto in Sicilia ospita una pagina, “Sicilian Stories”, interamente realizzata dalla start up dell’informazione che recentemente è stata premiata dal Digital News Innovation Found di Google. Il giornale cartaceo spiega così l’intento della sfida: “Intercettare, (in)seguire, capire, sperimentare i nuovi linguaggi e portarli sulla carta”.

In effetti la redazione del Sicilian Post ha portato una ventata di novità in casa La Sicilia, non solo nell’innovazione tecnica (l’uso del QR Code o della realtà aumentata), ma anche nella grafica, nei contenuti e nell’esplorazione di forme nuove di storytelling (visuale, audiovisivo, interattivo) che creino un ponte fra giornale tradizionale e informazione digitale.

Ma perché mai giovani giornalisti abituati al web dovrebbero accettare la sfida della carta? Ce lo dicono loro stessi: “I primi due anni della nostra testata hanno dimostrato come i giovani cui si rivolge il progetto non si fermino all’informazione mordi-e-fuggi, ma cerchino un giornalismo di qualità, radicato nel contatto con la realtà”. E la lettura sulla carta, come è stato ampiamente provato da diversi studi scientifici, invita proprio all’approfondimento.

Lo testimonia un altro esperimento nel mondo dell’informazione italiana: il settimanale de La Stampa “Origami”. Nel festeggiare i suoi primi tre anni di vita, l’8 novembre 2018, il settimanale ha dato concreta testimonianza che “ciò che si stampa è reale e stabilisce con il lettore un rapporto anche fisico di attenzione e di cura delle informazioni”. Mentre nel mare magnum del digitale il flusso delle notizie rischia di banalizzare e liquefare tutto.

Ritornando alla vicenda siciliana, dobbiamo notare che il giornale La Sicilia, che ebbe nel 1945 come primo direttore Alfio Russo, nell’ospitare la redazione di Sicilian Post le dà autorevolezza e fiducia.

L’avvio dell’esperimento ha suscitato curiosità nel mondo dell’informazione e segnali di speranza nei giovani. La rivista Media Duemila. Rumors of the future ha portato il caso alla ribalta nazionale. Ed è altrettanto interessante registrare che alcuni professionisti affermati, uno per tutti il designer Turi Distefano, abbiano deciso di sostenere amichevolmente, con propri contributi professionali, l’iniziativa.

C’è adesso da verificare, nel tempo, gli effetti di questa inedita collaborazione fra carta e web.

Un dato, comunque, è già sotto gli occhi di tutti: un gruppo di giovani under 35 da due anni sta rischiando, in Sicilia, in un’iniziativa nel campo dell’informazione.

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