Dacia Maraini/ “Dobbiamo prendere questa pandemia come una lezione” (S’è fatta notte)

- Emanuele Ambrosio

Dacia Maraini ospite di S’è fatta notte di Maurizio Costanzo su Raiuno. Sul Coronavirus: “ci sarà un vero ritorno alla normalità?”

Dacia Maraini (Facebook)
Dacia Maraini (Facebook)

Dacia Maraini ospite della nuova puntata di “S’è fatta notte“, il programma di interviste condotto da Maurizio Costanzo in seconda serata su Raiuno. Il programma ambientato in un finto bar all’ora di chiusura, quando il volume si abbassa, le luci diventano più soffuse e il cameriere riordina tutto in tranquillità vedrà il giornalista e conduttore televisivo incontrare una delle scrittrici italiane più amate di sempre: Dacia Maraini. Non si contano, infatti, i libri di successo: da “Bagheria” a “Buio”, una bella raccolta di racconti che ha vinto nel 1999 il Premio Strega mentre nel 2014 vince il Premio Nobel alla Letteratura. Una carriera straordinaria quella della scrittrice, poetessa e saggista che intervistata da paeseroma.it ha parlato della pandemia da Coronavirus e di quelle che potrebbero essere le conseguenze sociali sulla vita di tutti noi. Parlando di come questo terribile virus ha cambiato le nostre vite e le nostre abitudini, la Maraini ha sottolineato: “dobbiamo prendere questa pandemia come una lezione nei riguardi della nostra presunzione di onnipotenza. Abbiamo messo in pericolo l’ecosistema, abbiamo riempito il mare di plastica, abbiamo bruciato le foreste, abbiamo fatto estinguere tanti animali meravigliosi, abbiamo avvelenato la terra con i diserbanti”.

Dacia Maraini: “il virus porterà dei cambiamenti”

Non solo, Dacia Maraini parlando della presenza del virus che è ancora tra noi ha sottolineato come i cittadini siano divisi: da un lato c’è chi è consapevole della cosa e dall’altro chi è ancora incosciente ed estraneo alla cosa. “Ci sono alcuni incoscienti che non vogliono capire e finiscono per danneggiare sia gli altri che se stessi” – ha precisato la Maraini che ha proseguito dicendo- “per non parlare dei parassiti e delle carogne che approfittano della malattia per fare incetta di materiale sanitario, per alzare i prezzi, incuranti del fatto che tanti sono rimasti senza lavoro, senza casa e sono alla disperazione”. La stessa scrittrice ha poi fatto un’attenta riflessione su come la pandemia abbia cambiato la sensibilità delle persone verso la cultura: “lo scopriremo andando avanti nel tempo. Dalle statistiche sembra che la gente abbia dedicato più tempo alla lettura e alla musica, ma vedremo cosa succede tornando alla normalità”. Non solo la scrittrice si è posta anche una domanda: “Il problema è: ci sarà un vero ritorno alla normalità? O sarà il virus che con la sua insistenza malefica porterà dei cambiamenti devastanti che cambieranno le nostre vite”. Una cosa è certa però: questi mesi di lockdown hanno dimostrato come un corretto comportamento del singolo possa essere di esempio per tutti: “basta poco perché l’aria delle città torni pulita e il traffico si faccia meno invadente e velenoso. Io credo che si possa migliorare la vita senza tornare al Medio Evo. Ci vuole generosità e progettualità”.

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