Davide Casaleggio contro Grillo/ “Beppe? Sostiene M5s ma Rousseau decide il leader”

- Niccolò Magnani

Davide Casaleggio “freddo” su Beppe Grillo “sostiene le idee del M5s, ma sulla leadership decidono gli iscritti”, ovvero il “suo” Roussau

davide casaleggio
M5s: Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio (LaPresse)

Dal Mes al caso-scandalo Venezuela, fino allo scontro tra Beppe Grillo e Alessandro Di Battista sul futuro della leadership: il Movimento 5 Stelle in queste ultime settimane, complice anche un protagonismo sempre più accentrato del Premier Giuseppe Conte all’interno del “suo” Governo si interroga sul futuro del partito e della stessa legislatura, ma è con le ultime uscite di Davide Casaleggio che potrebbe prefigurare nuove “bufere” all’orizzonte. Dopo la lunga intervista a Fanpage, il figlio del fondatore Gianroberto, nonché capo della piattaforma Rousseau, manifesta un certo “fastidio” per le polemiche interne sorte contro Di Battista e liquida in una battuta l’importanza di Beppe Grillo per il M5s.

«Ruolo di sostegno alle idee del Movimento» e nulla più quello che Casaleggio esprime sul sodale e amico del padre scomparso, nonché attuale tenutario e garante del Movimento 5 Stelle. Una freddezza che nasce da lontano, ovvero da quanto Grillo ha imbracciato sempre più l’alleanza col Pd puntando sulla figura di Conte come leader del prossimo futuro a 5Stelle: «Alessandro Di Battista ha sempre dato tanto il Movimento 5 Stelle, vedrà in che modo vorrà dare supporto al Movimento 5 Stelle in futuro. Non entro nel merito di singole candidature o singole persone. Siano gli iscritti a scegliere qualunque cosa importante per il MoVimento 5 Stelle per la direzione del Movimento 5 Stelle».

BUFERA A 5 STELLE: “SUL VENEZUELA TROVERÒ I RESPONSABILI”

Tradotto, Casaleggio spinge sulla centralità di Rousseau per la scelta del leader e non sulle “scelte” di Grillo, Di Maio o chi per lui: un “ritorno alle origini” e al Movimento “di protesta”, come tanti degli ex grillini chiedevano prima di decidere la fuga sempre più frequente dai seggi in Parlamento. Le ultime due uscite ieri (Ermellino e Riccardi, la seconda tra l’altro entrata nella Lega) segnalano una difficoltà di Crimi-Di Maio nel tenere a bada la truppa pentastellata senza ancora un vero leader e con gli Stati generali M5s sempre annunciati ma mai calendarizzati.

Casaleggio ha mostrato freddezza anche sul Premier Conte dopo il mancato invito a Villa Pamphilj, ma non per questo è mancato un piano in 10 punti per provare il rilancio del Paese: «Penso che ogni momento di dibattito pubblico per capire quale sia il futuro dell’economia, quali siano gli impatti di questa crisi sull’economia e quali possibili soluzioni, sia utile, penso si debba cercare qualunque tipo di confronto e qualunque tipo di spunto e idee in questa direzione. L’importante è che poi si riesca a fare sintesi su quali sono gli obiettivi di medio-lungo termine che si vogliono raggiungere».

Altra “traduzione”, il piano per la digitalizzazione avrebbe gradito presentarlo direttamente al Premier ma non è stato invitato. In merito alla “baraonda” Venezuela, con i 5Stelle accusati di aver preso un finanziamento di 3,5 milioni dalla dittatura di Maduro, Davide Casaleggio replica con forza «Un falso, cerco prove per capire chi lo ha fatto uscire e perché».

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