DEPUTATO CON LA FEBBRE, PANICO ALLA CAMERA/ Basini (Lega) “Avevo 37.7, ma nessuno…”

- Fabio Belli

Deputato con la febbre, panico alla Camera. Basini (Lega) "Avevo 37.7, ma nessuno mi ha detto nulla...". L'attacco febbrile cessato il giorno dopo.

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Un giorno di… ordinaria follia per Giuseppe Basini, deputato della Lega, che ha scatenato il panico in Aula reo di essere entrato a Montecitorio per una votazione… con la febbre a 37.7 In tempi di coronavirus, anche a ridosso dell’agognata fase 2, sicuramente un’imprudenza e quando gli altri deputati hanno saputo che il loro collega aveva la febbre, si sono sfiorate scene di panico. “C’era il voto. Sono andato a fare il mio dovere,” ha commentato Basini che ha sottolineato però di non essersi accorto di avere la temperatura più alta, e di essere rimasto stupito del fatto che la commessa con il termoscanner, pur avendo misurato la sua temperatura, si sia limitata ad una battuta facendolo passare. “Mi ha provato la temperatura senza dirmi che cosa aveva rilevato. Quello l’ho appreso dopo dalle agenzie e dai giornali. Lì per lì mi ha solo detto: ha preso un po’ di sole? Ho risposto che avevo fatto un po’ di giardinaggio, ma stavo bene. Poi sono entrato in aula perché c’era la votazione: del resto, nessuno mi ha detto nulla né mi ha fermato. Lo ripeto, che mi era stato rilevato 37.7 di temperatura l’ho saputo solo dopo.

DEPUTATO CON LA FEBBRE: BASINI RIMPROVERATO PERCHE’ SENZA MASCHERINA

Fortunatamente, non si trattava di coronavirus né di un attacco influenzale vero e proprio, solo un po’ di alterazione che la mattina dopo era completamente svanita: “Anche stamattina ho misurato la febbre: 36.2. Sto bene, in queste settimane non ho mai avuto nessun problema. Se avevo la febbre però l’operatrice avrebbe dovuto fermarmi. Forse ha avuto un eccesso di cortesia e non ci siamo capiti. Ma non voglio gettarle la croce addosso. Non è successo nulla di male“. Ma Basini non è stato rimproverato solo per essere entrato alla Camera con la temperatura oltre i 37.5, violazione esplicita delle regole del lockdown per la pandemia da covid-19. Il deputato della Lega è anche intervenuto senza mascherina, per la quale forse sarà istituito un obbligo per la fase 2: “Mi sono scusato, non l’ho fatto apposta. È che parlare con la mascherina non è così facile.” Insomma, una giornata non molto serena per il deputato leghista, ma anche un monito per tutti i parlamentari chiamati a dare un buon esempio più chiaro in una fase ancora molto difficile per il Paese.





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