DISCHI DELL’ANNO 2022/ Caro biglietti e canzoni, cosa resta del dopo pandemia

- La Redazione

La redazione musica e spettacoli de ilsussidiario ha selezionato i migliori dischi, concerti, ristampe e libri dell'anno che sta per concludersi

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Probabilmente il 2022 si ricorderà più per il ritorno alla musica dal vivo dopo la pandemia e per le molte polemiche sul caro biglietti che per i dischi. Talenti di caratura elevata all’orizzonte non se ne vedono, anche se per certa critica l’eterea, intimista e delicata cantautrice americana Weyes Blood con il suo nuovo disco, And in the Darkness, Hearts Aglow si confermerebbe l’artista migliore del panorama. Così come per i nostalgici del classick rock a essere irrinunciabili sono gli irlandesi Fountain D.C. giunti al terzo disco, considerato quello della maturità. A noi piace citare il ritorno, dopo quattro anni di distanza dovuti a una grave malattia, dell’ex regina della scena femminile, l’inglese Beth Orton che con il suo nuovo disco ha raggiunto vette paragonabili a quelle dei suoi lavori migliori, pur se in chiave musicale diversa. A casa nostra (finalmente?) la trap sembra aver perso gli interessi dei giovanissimi, ma non si sa cosa ne prenderà il posto. Alcuni però hanno maturato valori che già erano presenti, è il caso di Ernia, Rancore e sopratutto la giovanissima Ariete: era dai tempi di Carmen Consoli che non si vedeva più una ragazza con una chitarra in mano. La rivoluzione rock che il successo mondiale dei Maneskin doveva portare, però non è accaduta. Ci consoliamo con il ritorno inaspettato, dopo che dieci anni fa aveva detto che non avrebbe più fatto dischi, di Francesco Guccini e quello, che non ha convinto i fan di più stretta osservanza, di Bruce Springsteen, con un disco di cover di musica soul. Dicevamo del caro-biglietti. Dopo lo stop dovuto alla pandemia, c’è stato un vero assalto a chi faceva più concerti, purtroppo con un aumento del costo dei biglietti più alto di quello dei barili di petrolio (o del gas, se volete). E’ ormai diventata prassi almeno per gli artisti di un certo nome, con lunghe carriere alle spalle, chiedere dai 200 ai 400 euro anche negli stadi. Eppure si riempiono, segno che certi artisti, per il pubblico, valgono mezzo stipendio di un precario.

(P.V.)

PIER LUCA MANCUSO

DISCHI DELL’ANNO

1 – Adrian Belew – Elevator

2 – Black Midi – Hellfire

3 – Bjork – Fossora

4 – Fontaines D.C. – Skynty Fia

5 – Muse – Will Of The People

RISTAMPA DELL’ANNO

Robert Fripp – Exposures

Van der Graaf Generator – Interferences Patterns – the recordings 2005 – 2016/

CONCERTO DELL’ANNO

Rhabdomantic Orchestra, Varazze, 10 settembre 2022

LIBRO MUSICALE DELL’ANNO

Mauro Pagani – Nove vite e dieci blues

Nel corso dei lockdown causa Covid Adrian Belew ha lavorato ad una musica che risollevi il morale: Elevator è dunque il giusto titolo per un album ottimistico, di ricerca e leggero per i giorni di pioggia; la terza prova per i Black Midi: con frenetico furore si divertono in un caos deterministico di reminiscenza zappiane, un caleidoscopio alla velocità della luce da maneggiare con cautela; nel corso degli anni, col suo piglio, Bjork ha trovato un suo stile impastando elettronica ed acustica: dove troviamo oggi altra musica per clarinetto, mista a dance, marce stravinskyane e folklore islandese?; i Fontaines D.C. tra i Joy Division e gli Smiths, sono la new wave del terzo millennio; nono disco, invece, dei Muse con la loro miscela di melodie orecchiabili, pesanti riff chitarristici, ritmiche ben piantate e sovraeccitati cantati; sarebbe doveroso, infine, citare ad honorem il notevole Out of Control di Marco Mattei perché pubblicato a fine 2021 ma scoperto solo nel 2022. Finalmente trova luce la ristampa dei lavori di Robert Fripp che documentano la sua rinascita artistica a fine anni ’70, nell’abbraccio della generazione del CBGB e commoventi astrazioni musicali che bramano il nostro cuore; da segnalare anche il box dei Van Der Graaf Generator che raccoglie la loro seconda vita dagli anni 2000 in poi: dischi in studio e tre live. Pochi i concerti seguiti nell’anno, ma meritevole di menzione la Rhabdomantic Orchestra: tra free jazz e america latina, ritmi ostinati e anarchia sonora. Infine l’autobiografia di Mauro Pagani: nata dalla necessità di recuperare una memoria personale diventa una memoria condivisa di uno dei bei percorsi nella musica della nostra storia.

LORENZO RANDAZZO

DISCHI DELL’ANNO

Sharon Van Etten, We’ve been going about this all wrong
The Black Keys, Dropout Boogie

Mary Gauthier, Dark enough to see the stars

Markéta Irglová, Lila

Band of Horses, Things are great

RISTAMPA DELL’ANNO

John Mellencamp, Scarecrow (Deluxe Edition)

CONCERTO DELL’ANNO

The Black Crowes, Alcatraz Milano, 13 ottobre 2022

LIBRI MUSICALI DELL’ANNO

Paolo Vites, Rock’n’Roll Suicide – Il lato oscuro del Rock (Caissa Italia); Giorgio Comaschi, A Bologna con Lucio Dalla (Giulio Perrone Editore)

Dopo due anni di vuoto finalmente il lato più bello del rock è di nuovo tra noi nella sua versione dal vivo: The Rolling Stones, Guns N’Roses, Eric Clapton, Pearl Jam sono alcuni dei grandi tour che hanno infiammato il nostro Paese. A mio avviso la dimensione live più bella rimane quella in location medio piccole, in un contesto però in cui i locali del divertimento son spesso in difficoltà e con l’Italia talvolta meta snobbata. The Black Crowes e i Band of Horses hanno dovuto riprogrammare all’ultimo l’esibizione in venue più intime, mentre Sharon Van Etten e Mary Gauthier, che hanno realizzato i dischi più belli del 2022, non hanno previsto alcuna date da noi nel loro tour europeo. Invece sembra non esserci nessuna crisi per i grandi show nonostante il caro biglietti, anzi, chi non si è mosso per tempo rischia di passare direttamente al 2024 considerato che le diverse date di Bruce Springsteen, Coldplay e Roger Waters sono esaurite da tempo.

LUIGI VIVA

DISCHI DELL’ANNO

1 -EMPIRE CENTRAL – Snarky Puppy

2 -LIVE AT EFG LONDON JAZZ FESTIVAL – Bill Laurance and Untold Orchestra

3- NEWPOLITAN QUARTET – Antonio Onorato

4 -VARIE ED EVENTUALI – Danilo Madonia

5- HERE IT IS: A TRIBUTE TO LEONARD COHEN- Various Artist

SINGOLO

My Ideal – David Blamires

RISTAMPA DELL’ANNO

THE ASYLUM ALBUMS 1972 -1975- Joni Mitchell

CONCERTO DELL’ANNO

Snarky Puppy, Roma 28 giugno; Steve Hackett, Terni, 29 luglio

LIBRO MUSICALE DELL’ANNO

PEPITO-IL PRINCIPE DEL JAZZ, Marco Molendini

L’anno della ripartenza? Può darsi, anche se luoghi comuni, attenzione per chi fa notizia, porta numeri, soldi, distraggono sempre, o quasi, dalla ricerca del bello, delle cose nuove che, in qualche modo, ci arricchiscono. In campo italiano accanto al cd di Antonio Onorato (suonato in maniera superba), si staglia sorprendente per la sua bellezza VARIE ED EVENTUALI disco di Danilo Madonia (direttore musicale dei concerti di Renato Zero). Travolgente  ritorno degli Snarky Puppy con il doppio EMPIRE CENTRAL, inciso dal vivo in studio con la presenza di pubblico e registrato in maniera spettacolare. Si conferma Bill Laurance con quell’autentico gioiellino che è LIVE AT EFG LONDON JAZZ FESTIVAL 2021, realizzato con la Untold Orchestra. Il musicista inglese in autunno ha rilasciato un altro album AFFINITY realizzato in solitudine al pianoforte. Un lavoro inaspettato che ne conferma la vena musicale e la straordinaria sensibilità. Conferme live per gli Snarky Puppy e per Steve Hackett alla guida di una band sempre più agguerrita con Nad Sylvan alla voce, capace di rinverdire, con la sua presenza scenica, i tempi belli del prog.

PAOLO VITES

DISCHI DELL’ANNO

1. Beth Orton, Weather Alive

2. David Crosby & the Lighthouse Band, Live at the Capitol Theatre

3. Bruce Springsteen, Only the strong survive

4. Eddie Vedder, Earthling

5. Big Thief, Dragon New Warm Mountain

CONCERTO DELL’ANNO

Eric Clapton, Forum di Assago, 12 ottobre 2022

LIBRO MUSICALE DELL’ANNO

Nick Cave, Seàn O’Hagan, Fede, speranza e carneficina

RISTAMPA DELL’ANNO

Grateful Dead, Europe ’72. Live (50th Anniversary Edition)

Ormai da tempo la scena musicale segna una stagnazione globale segno di un impoverimento generale degli stimoli creativi almeno per quanto riguarda la musica rock e quella cantautorale. Così non è un caso che il ritorno inaspettato di Bruce Springsteen sia stato salutato da salve esplosive, anche se non ben accolto dai fan di stretta osservanza per via di essere una intera raccolta di brani altrui e per di più del genere soul, considerato troppo patinato e pop. Va segnalato senz’altro il ritorno dopo quattro anni dell’ex regina della folk-tronica, l’inglese Beth Orton, che raggiunge i suoi vertici, tra visionarietà jazz e ambient. Anche dal punto di vista dei concerti il 2022 è stato segnato dalla presenza massiccia dei vecchi glorie: Elton Joh, Rolling Stones e Eric Clapton hanno riempito stadi e palazzetti con spettacoli entusiasmanti a discapito dell’età.

WALTER GATTI

DISCHI 2022

1. Tedeschi Trucks Band – I’m the moon

2. Jimmy Hall – Ready now

3. North Mississippi Allstar – Set sail

4. Bob Weir and Wolf Bros – Live in Colorado vol.1&2

5. Eric Gales – Crown

RISTAMPE

Wilco – Yankee hotel foxtrot

CONCERTO DELL’ANNO

Gong, Porretta Prog Fest, 5 agosto 2022

LIBRO MUSICALE DELL’ANNO

Giovanni Lindo Ferretti – Ora

Come è andato il 2022 in musica? Non pare sia stato un anno indimenticabile, anche se le cose belle da ascoltare sono circolate: il blues e qualche bel brandello di rock rimangono vivi e vivaci, magari senza “novità” eclatante (quasi impossibili ormai). Per chi ha le radici negli anni ’70, le formazioni americane legate al fenomeno jam rimangono imperdibili e superiori a qualsiasi invecchiamento. Voto massimo alla band di Susan Tedeschi e Derek Trucks che se è uscita con un concept album quadruplo e al sempreverde cantante dei Wet Willie, Jimmy Hall, che fa sognare ancora con un southern soul impeccabile. Per il resto, purtroppo televisione e bulimia online hanno come ormai d’abitudine catalizzato i linguaggi e gli stili, ed in questo i fenomeni super-giovanili di rap-trap e compagnia hanno confermato il loro dominio, che in un qualche modo è diventato pure “adulto”. Non a caso pure al Premio Tenco hanno premiato i virgulti del rapperismo nostrano. Dimenticavo: e i Maneskin? Ai posteri l’ardua sentenza…

ALESSANDRO BERNI

DISCHI DELL’ANNO 

1. Susanna Parigi  –  Caro m’è ‘l sonno

2.Warpaint – Radiate Like This

3.Sharon Van Etten – We’ve Been Going About This All Wrong

4.Simona Molinari – Petali

5.Big Big Train – Welcome To The Planet

Ristampa / Cofanetto dell’anno

Big Big Train – Summer Shall Not Fade (live)

Concerto dell’anno

Delia Gualtiero – Amalo Festival, Malo 5 novembre 2022

Libri musicali dell’anno

Paolo Vites – Rock ‘N’ Roll Suicide – il lato oscuro del rock; Big Big Train – Between The Lines. The Story of a Rock Band

La dimensione forte e provocatoria della realtà che ci incalza vista da Susanna Parigi con le sue magistrali variazioni tra canzone d’autore, revisione etnica e pop sinfonico.  La splendida cristallizzazione dell’alternative diafano delle Warpaint in un soft rock di grande spessore melodico, la personalità e la visione al rialzo della tradizione folk-rock di Sharon Van Etten, la grazia e il gusto elegiaco del quotidiano nella nuova e rediviva Simona Molinari,  lo spessore e la lucidità musicale dei Big Big Train nel conferire – non diversamente da Genesis e King Crimson – un volto essenziale, originale e fuori da schemi consolidati al lascito di un art rock che non disdegna contaminazioni pop.   Il nostro oggi musicale pur tra saturazione di offerta,  incertezze sulla reale capacità di incidere nel lungo periodo e criticità assortite, ci mostra sporadici ma dosati sprazzi di eternità.

WALTER MUTO

DISCHI DELL’ANNO

1. The Smile, A Light For Attracting Attention

2. Rancore, Xenoverso

3. Willie Peyote, Pornostalgia

4. Ernia, Io non ho paura

5. Niccolò Fabi, Meno per meno

RISTAMPA DELL’ANNO

Neil Young, Harvest 50th Anniversary

CONCERTO DELL’ANNO

Toto, Arena di Verona, 25 luglio 2022

LIBRO MUSICALE DELL’ANNO

Francesco Brusco, La voce del padrone – Suoni e racconti dagli studi di registrazione (Jaca Book)

Altra confessione dopo quella dell’anno scorso: continua l’ascolto molto frammentato, che mi ha portato ad approcciare molti artisti che non conoscevo, ma pochissimi album ascoltati per intero. Ed un paio di quelli che vorrei approfondire di più sono appena usciti, tipo Springsteen, Neil Young prodotto da Rubin e i Pinguini. Allora che fare? Ho deciso di segnalare la sperimentazione di Thom Yorke nella sua ennesima mutazione e quattro artisti del verso in italiano messo in musica che per vari aspetti mi hanno interessato. Tre botte di nostalgia compensano il resto: il cinquantesimo anniversario del capolavoro di Neil Young, i Toto nella magia dell’Arena e un bel tributo all’era in cui la musica si faceva in un altro modo.





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