BELLEZZA/ Le espressioni facciali condizionano la mente: che fare se il botox le congela?

Diversi studi danno risultati contrastanti sull’effetto che botox e lifting possono avere sull’umore. per ora prevale la teoria secondo cui un po’ di botox allevia la depressione

12.04.2013 - La Redazione
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Nicole Kidman

Secondo le ultime ricerche, le iniezioni di botox tanto care alle star per riacquistare un viso fresco e libero dalle rughe, anche se un po’ meno espressivo, sarebbero la causa dei sintomi depressivi che compaiono tra le 2 e le 4 settimane dalla somministrazione della molecola. 

Certo il fatto di vederci più belli dovrebbe avere un effetto positivo sull’umore ma di fatto il botox tende a surgelare i muscoli di viso e bocca, e di conseguenza i segnali che mandiamo al cervello quando ridiamo.

Un sospito di sollievo per le star che hanno scelto di accettare il passare degli anni con serenità, a loro dire, come Kate Winslet o Meryl Streep, marcia indietro invece da parte di altre che come Nicole Kidman hanno fatto un abuso di questo trattamento, tanto da non riconoscersi più. 

Lo studio in questione è stato condotto d Michael Lewis, dell’Università di Cardiff e segue uno studio precedente che aveva dato risultati contrastanti: il botulino in effetti rende difficile anche il fatto di aggrottare le sopracciglia, rendendo le persone più allegre. 

Dove sta dunque la verità? E’ innegabile che il fatto di intervenire sulle espressioni facciali con il botox o con altri trattamenti volti a ringiovanire il viso come il lifting abbiano un’influenza sulla psiche dei pazienti: Lewis spiega come dopo un intervento di lifting molti assumano un atteggiamento ingenuo, come conseguenza alla difficoltà a sollevare le sopracciglia, ma gli stessi trattamenti però possono essere fonte di sollievo per chi, colpito da infarto o altre malattie, ha bisogno di un aiuto per tornare a sorridere, come sottolinea Charles Nduka, membro della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons.

Volendo cercare risposte alla questione è importante prendere in considerazione, infine, uno studio compiuto dall’Università di Hannover e di Basilea, dove è stata dimostrata la prima tesi di Lewis: un test effettuato su 30 persone per 16 settimane ha coinvolto pazienti malati di depressione sui quali i farmaci ah hoc non avevano avuto effetto. Metà di loro sono stati sottoposti a punture di botox, alle altre è stato somministrato un placebo.

I risultati alla sesta settimana hanno dimostrato che chi ha ricevuto il botox ha migliorato il proprio stato di benessere. 

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