Amy Winehouse / A settembre avrebbe compiuto 30 anni

- La Redazione

Amy Winehouse moriva il 23 luglio 2011, nel frattempo una fondazione e una mostra tengono viva la sua memoria. La cantante di Back to Black ha lasciato un vuoto nel mondo della musica

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Immagine di archivio

Il 23 luglio di due anni fa, Amy Winehouse moriva nella sua casa di Camden. Il fratello maggiore Alex quest’anno le ha dedicato una mostra al Jewsih Museum di Londra, per ricordare la sorella scomparsa a soli 27 anni, attraverso abiti e oggetti personali a lei appartenuti, dall’adolescenza fino ai suoi ultimi giorni. Un modo per far conoscere la parte più intima e personale di un’artista spesso biasimata, il cui immenso talento è stato talvolta offuscato dai problemi di droga e alcool.

Alex Winehouse ha parlato della sorella facendone un breve ritratto che descrive luci ed ombre del suo carattere: Amy era una ragazza complessa, che poteva diventare “fastidiosa, frustrante, una spina nel fianco, ma anche generosa, altruista e, soprattutto, una persona leale… Era leale come sorella, come figlia, come amica. Era probabilmente l’amica più leale che una persona possa avere”. 

Il ragazzo ha parlato anche di un disturbo alimentare che l’avrebbe accompagnata per anni e che ne avrebbe debilitato la salute, forse più delle sue dipendenze. 

Secondo i due rapporti del coroner, nel corpo della cantante non c’erano sostanze stupefacenti al momento della morte, ma dopo vari tentativi di disintossicarsi da droga e alcool (descritti dettagliatamente nel libro “Amy, mia figlia” di Mitch Winehouse), ad esserle fatale è stata un’ultima bevuta. Amy avrebbe passato la sua ultima sera bevendo vodka dopo un mese di totale astinenza dall’alcool, uno shock che viene definito da “stop and go” e che il suo fisico provato non ha retto. 

Appena dopo la sua scomparsa, il padre Mitch ha creato la Amy Winehouse Foundation, che lavora per aiutare i giovani disagiati a non cadere nelle dipendenze da alcool e droga e ad avere un’istruzione. A due anni dalla sua scomparsa, che fine hanno fatto gli uomini di Amy? L’ex-marito Blake Fielder Civil, da lei amato follemente, e fonte di ispirazione epr il suo album-capolavoro “Black to Black”, e l’ultimo fidanzato, il regista Reg Travis, che pareva essere arrivato per salvarla?

Fielder Civil, che al momento della morte della ex-moglie era in carcere per furto, ha avuto un secondo figlio dalla donna con cui stava quando Amy era ancora in vita. In un’intervista, nella quale si discuteva di come fosse stato lui a farle provare l’eroina per la prima volta, ha ammesso: “siamo tutti stati vittime di questa dipendenza. Mi sento tremendamente colpevole per la sua morte.”

Il ragazzo ora sembra essersi disintossicato, ma uscito di prigione è stato in coma per overdose, una reazione, si dice, scatenata dallo shock di alcuni sms che Amy gli avrebbe inviato prima di morire e che lui ha letto solo molti mesi dopo. 

Reg Travis, con cui Amy sperava di creare una famiglia, ha subito nel 2012 un processo per stupro dal quale è stato assolto. Ora è fidanzato con l’attrice inglese Sheridan Smith. 

Quest’anno Amy avrebbe compiuto 30 anni. 

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