Omofobia / Sergio Divina, senatore Lega: “un figlio gay? Una disgrazia da accettare”

- La Redazione

IN un paese come l”italia, ancora in arretrato rispetto alla difesa dei diritti gay, le dichiarazioni di Sergio Divina fanno riflettere: “un figlio gay? Lo accetterei come una disgrazia”

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Ua manifestazione per i diritti gay

L’Italia è al 36esimo posto su 49 Paesi nella classifica delle nazioni europee redatta dall’ Ilga (Iternational lesbian  and gay association) per il rispetto dei diritto “Lgby”, lesbian-gay-bisexual and transgender. E recentemente il deputato del Pd Ivan scalfarotto ha dichiarato a tal proposito: “L’omofobia è in crescita, gli adolescenti derisi si suicidano, un omosessuale su due segnala discriminazioni”.

Ci sono tuttavia dei segnali positivi, come la notizia che il comune di Vimercate, con una giunta di centrosinistra abbia approvato, grazie al voto di un consigliere leghista, una delibera per cui alle coppie omosessuali sarà possibile richiedere una sepoltura vicina.
Tuttavia i segnali sono ancora contrastanti, e proprio da un senatore della Lega Nord, Sergio Divina,
arrivano  dichiarazioni che hanno fatto scalpore: “Ho due figli, un maschio e una femmina, e per fortuna sono eterosessuali. Se fossero gay mi dispiacerebbe molto, ma dovrei accettarlo. Un figlio te lo tieni in quel modo, anche se fosse un delinquente, ti tieni anche un figlio deficiente e cretino. Ogni famiglia ha le sue disgrazie”.

Insomma, per Divina avere un figlio gay sarebbe una sciagura al pari di avere un figlio che ruba o spaccia.

Ma le dichiarazioni di Divina non si sono fermate qui: “L’omosessualità è una devianza, non so come nasce nella psicologia della persona, è un’inclinazione sessuale. Da rispettare ma non da esaltare, perchè la normalità è l’eterosessualità. Un mondo pieno di gay? Il mondo va avanti se uomini e donne fanno figli. Chi sta con un altro uomo non è una famiglia perchè non può procreare”. 

Facile capire come da una simile posizione non possa vedere di buon occhio la legge sull’omofobia: “al Papa puoi dire di tutto ma non puoi fare una vignetta sull’Islam o dire a una persona che non è normale, come per i gay. Se dico a un mio vicino ‘montanaro, torna nei tuoi boschì non è grave, se invece dico alla Kyenge che deve tornare nel suo paese invece è reato”.

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