Spose-Bambine/ Riuscirà una petizione a salvare le ragazzine nigeriane?

- La Redazione

In Nigeria si vota per un emendamento che proibirebbe di dare in matimonio le ragazze minorenni, ma i votanti musulmani si oppongono perchè violerebbe la legge islamica

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foto:Infophoto

Nel mese di luglio i legislatori nigeriani hanno votato per l’emendamento di una legge all’interno della costituzione del Paese stabilendo che “ogni donna sposata deve aver superato la maggiore età”. In una seconda votazione la maggioranza non è stata raggiunta dopo che alcuni dei votanti hanno lamentato il fatto che l’emendamento sarebbe stato discriminatorio nei confronti della legge islamica. In questo momento Change.org (la più grande piattaforma di petizioni a livello mondiale, aperta a tutti coloro che desiderano dare vita a un cambiamento) sta portando avanti una petizione che fino ad ora ha raccolto 64mila firme, perché l’emendamento venga approvato. Perché questo accada sono necessarie altre 10mila firme. Come si legge nella petizione: “La legge, così com’è al momento, non protegge le minorenni da rapporti sessuali, anche se all’interno del vincolo matrimoniale, ed esse sono troppo giovani per capire o apprezzare la natura del contratto matrimoniale”. Inoltre i matrimoni tra bambine (laddove per bambine si intendono tutte le ragazza che non abbiano compiuto il 18esimo anno di età) e adulti, come documentato all’interno della petizione, sono spesso fonte di danni fisici e psicologici. Si sono verificati in Nigeria più di 12mila casi di fistole vaginali, un disturbo debilitante che causa dolore e incontinenza e che risulta spesso essere causato da lesioni provenienti dal parto o, come in questi casi, da rapporti sessuali violenti. Senza contare i danni psicologici e sociali di un simile trattamento nei confronti di un’intera generazione di giovani donne. La petizione di Change.org porta avanti la sua battaglia perché venga stabilita per legge un’età minima per il matrimonio, che metterebbe intere generazioni di giovani nigeriane, ora e in futuro, al riparo dallo sfruttamento sessuale.



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