“È incinta? Niente vaccino”/ Venezia, medico hub “Torni con certificato ginecologo”

- Alessandro Nidi

Donna incinta respinta all’hub: “Senza un certificato del suo ginecologo non le facciamo il vaccino”. Esplode il caso a Venezia

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Una donna incinta non può ricevere il vaccino? La risposta ovviamente è negativa, anzi: i rischi per le future mamme non vaccinate sono superiori a quelli corsi dalle altre donne, in caso di infezione da Covid-19. Tuttavia, il 7 settembre scorso al centro vaccinale di piazzale Roma, a Venezia, una ragazza al terzo trimestre di gravidanza si è vista negare il siero anti-Coronavirus da uno dei medici in servizio presso l’hub, che l’avrebbe esortata a farsi prima redigere dal ginecologo di fiducia un’attestazione di buona salute, sua e del feto, per poter poi procedere in tranquillità.

A quel punto, la diretta interessata, spiazzata dalla richiesta, si è fatta mettere la richiesta nero su bianco: “Si richiede il certificato del ginecologo che segue la signora… per poter procedere alla vaccinazione anti-Covid, come da decisione dei medici vaccinatori in caso di gravidanza”. Il medico che ha sottoscritto tale prescrizione ha spiegato a “Il Corriere della Sera” che “non esiste un documento scritto, è una decisione che abbiamo maturato noi vaccinatori. Non c’è ancora una letteratura scientifica consistente sugli effetti che l’anti-Covid potrebbe sortire nelle gestanti e nel feto, quindi prima di somministrarlo dobbiamo stare molto attenti e conoscere bene lo stato di salute della paziente. In caso di eventi avversi, la responsabilità è nostra”.

“INCINTA? NIENTE VACCINO”: IL CASO DI VENEZIA

Sempre attraverso “Il Corriere”, il medico ha asserito che la signora si è presentata all’hub senza un’anamnesi completa: “Le ho consigliato di portarmi il certificato del ginecologo, che peraltro mi ha telefonato e insultato, ma abbiamo dato all’utente l’’opportunità di tornare con la documentazione richiesta in qualsiasi momento e senza prenotazione. E, infatti, si è ripresentata 24 ore dopo con l’attestazione dello specialista e l’abbiamo regolarmente vaccinata. Si è trattato di un caso isolato, di solito le donne in gravidanza arrivano con la cartella clinica, a tutela loro e nostra. Le dico di più: tra i vaccinatori del nostro hub, che somministra 500 dosi al giorno, c’è un ginecologo e anche lui prima di immunizzare una donna in gravidanza chiede il via libera del collega che la segue”.

Sorpreso Francesco Noce, presidente regionale dell’Ordine dei Medici, il quale ha sottolineato di essere senza parole di fronte alla decisione presa dai colleghi vaccinatori di non somministrare l’anti-Covid alle donne incinte senza un certificato del ginecologo. “Non l’ho mai sentito da nessuna parte, anche perché è assurdo costringere la paziente ad andare dallo specialista e poi a tornare all’hub, facendole fare una spola tra strutture sanitarie che la espone al pericolo di contagio”.

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