MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps entra nella polemica M5S contro Lega e Mdp (oggi, 11 novembre)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. Mps viene citata nella polemica del Movimento 5 Stelle contro la Lega e Mdp. Ultime notizie live di oggi 11 novembre 2017

mps_colonna_lapresse
Monte dei Paschi, Lapresse

LA POLEMICA M5S

Come capita con più frequenza nelle ultime settimane, le vicende delle crisi bancarie si mescolano con le polemiche politiche. Sul blog di Beppe Grillo è apparso un post a firma del Movimento 5 Stelle il cui incipit è “Da qualche settimana siamo perseguitati da due stalker: MDP (che sta per Mantenimento Della Poltrona) e Lega Nord. Sono le frange, anzi, le frangette del Sistema”. Il post chiarisce che “noi con questa gente non vogliamo averci nulla a che fare. Dopo aver fatto governi con tutti, dopo aver approvato le leggi peggiori (Fornero, Equitalia), dopo aver distrutto migliaia di risparmiatori con le gestioni fallimentari di banche come Mps o Veneto Banca, oggi vogliono recuperare la verginità di fronte ai cittadini”. Sembra di capire che per i pentastellati la Lega Nord c’entri con i dissesti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, mentre Mdp sia da collegare a quello di Montepaschi.

GRONCHI: MPS DISTRUTTO DA ACQUISTO ANTONVENETA

Il banchiere Divo Gronchi, con un passato a Monte dei Paschi, ha rilasciato un’intervista a Libero, nella quale parla anche della banca toscana. Dal suo punto di vista, “il Monte l’ha distrutto l’acquisto di Antonveneta. E i Tremonti bond non l’hanno poi aiutato come si auspicava”. Riguardo quest’ultimo punto, a suo dire il Governo di allora, per non essere accusato di avere aiutato le banche e perdere quindi popolarità, “ha imposto a tutti gli istituti necessitanti di rafforzamento patrimoniale condizioni capestro per il rimborso; nel caso del Monte erano tre miliardi. Non sono stati dati al malato il tempo e le forze per rigenerarsi”. Gronchi ha anche spiegato che l’acquisizione di AntonVeneta non era necessaria, “ma il gruppo dirigente senese ha sempre avuto ambizioni di crescita, puntava a raggiungere dimensioni tali da rendere la banca autonoma da ogni avances della concorrenza. Il perimetro geografico di allora gli stava stretto; Antonveneta rappresentava il Nord, e nel mondo del credito pesare al Nord è vitale. La politica poi, che si è sempre mossa in ambito finanziario con modalità più o meno esplicite, spingeva molto per l’ampliamento. L’errore fu acquistare da Santander senza andare a vedere i conti, così Mps si è trovato con un buco inaspettato di sette miliardi”.

Il banchiere si è detto anche convinto che attualmente Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca siano messe meglio di Mps “perché il Veneto ha un’economia più forte e una struttura sociale più vitale della Toscana. E poi le venete sono state comprate da Intesa, che è una garanzia per i clienti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori