Borsa e spread a 283/ Piazza Affari chiude a -0,49%: mercati preoccupati da rientro anticipato di Tria a Roma

- Lorenzo Torrisi

Borsa italiana news. Piazza Affari oggi cerca un rimbalzo dopo il brusco calo di venerdì. Non mancano dati macroeconomici in agenda. Gli aggiornamenti sulle azioni più importanti

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Piazza Affari (LaPresse)

MERCATI PREOCCUPATI DA RIENTRO A ROMA DI TRIA

Una giornata importante sui mercati quella di oggi, lunedì 1 ottobre 2018, fortemente condizionata dall’Eurogruppo in Lussemburgo al quale ha partecipato anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Come riportato dall’Huffington Post, nella prima parte di giornata a trascinare le Borse è stato il clima positivo ispirato dall’accordo commerciale fra Usa e Canada in sostituzione del Nafta. Un ottimismo condiviso anche da Piazza Affari, che dopo la pausa del weekend ha viaggiato con un spread sotto i 270 punti base, più o meno in linea sui valori del giorno successivo alla “notte del 2,4%”. Una scossa negativa alla Borsa di Milano si è avuta dopo l’affondo di Pierre Moscovici nei confronti dell’Italia: una strigliata tale da azzerare tutti i guadagni e da portare alla chiusura in negativo (-0,5%). Notizie negative arrivano anche dallo spread, che ha chiuso la giornata a quota 283 (con il rendimento del decennale italiano a 3,3%). Su questo improvviso rialzo ha influito l’annuncio del rientro improvviso a Roma del ministro Tria, letto evidentemente dai mercati come un segnale poco rassicurante da parte del governo. (agg. di Dario D’Angelo)

PIAZZA AFFARI, LA CHIUSURA

La Borsa italiana chiude in calo dello 0,49% e sul listino principale troviamo in rialzo Atlantia (+0,17%), Banca Mediolanum (+0,51%), Brembo (+1,05%), Buzzi (+3,64%), Campari (+2,04%), Eni (+0,23%), Exor (+0,66%), Fca (+2,3%), Ferrari (+0,55%), Fineco (+0,91%), Italgas (+0,17%), Leonardo (+0,58%), Luxottica (+0,89%), Mediaset (+0,04%), Moncler (+4,58%), Recordati (+0,89%), Saipem (+1,7%), Snam (+0,67%), Stm (+2,23%), Tenaris (+2,7%) e Terna (+0,3%). I ribassi più ampi sono quelli di A2A (-0,84%), Azimut (-1,23%), Banco Bpm (-5,75%), Banca Generali (-1,17%), Bper (-3,94%), Cnh Industrial (-0,97%), Enel (-0,68%), Intesa Sanpaolo (-3,91%), Mediobanca (-3,05%), Poste Italiane (-1,08%), Telecom Italia (-5,3%), Ubi Banca (-4,57%) e Unicredit (-2,34%). Fuori dal listino principale Fiera Milano sale del 9,52%, mentre Alfio Bardolla cede il 9,77%. Il cambio euro/dollaro torna sotto quota 1,16, mentre lo spread tra Btp e Bund raggiunge i 281 punti base.

PIAZZA AFFARI, AGGIORNAMENTO DELLE ORE 15:40

La Borsa italiana guadagna lo 0,4% e sul listino principale troviamo in rosso Azimut (-0,6%), Banco Bpm (-4,1%), Banca Generali (-0,4%), Bper (-2,2%), Cnh Industrial (-0,2%), Enel (-0,1%), Generali (-0,2%), Intesa Sanpaolo (-0,7%), Mediaset (-0,3%), Mediobanca (-2,1%), Pirelli (-0,2%), Poste Italiane (-0,1%), Prysmian (-0,4%), Telecom Italia (-2,5%), Ubi Banca (-3,3%), Unicredit (-0,6%) e UnipolSai (-0,2%). I rialzi più consistenti sono quelli di Atlantia (+0,8%), Brembo (+1,1%), Buzzi (+3,5%), Campari (+1,7%), Fca (+3%), Ferragamo (+1%), Ferrari (+1,3%), Fineco (+1,4%), Italgas (+0,6%), Leonardo (+2%), Luxottica (+1,1%), Moncler (+4,7%), Recordati (+1,4%), Saipem (+1,5%), Snam (+1,5%), Stm (+2,4%), Tenaris (+2,8%), Terna (+1%) e Unipol (+0,7%). Fuori dal listino principale Lucisan sale dell’8%, mentre Alfio Bardolla cede il 9,8%. Il cambio euro/dollaro risale a quota 1,16, mentre lo spread tra Btp e Bund resta sopra i 271 punti base.

PIAZZA AFFARI, AGGIORNAMENTO DELLE ORE 10:40

La Borsa italiana guadagna l’1% e sul listino principale troviamo in rosso solamente Banco Bpm (-0,8%), Bper (-0,7%), Telecom Italia (-1,9%) e Ubi Banca (-0,7%). I rialzi più consistenti sono quelli di A2A (+1,2%), Atlantia (+2,2%), Banca Mediolanum (+1,1%), Banca Generali (+1,2%), Buzzi (+2,1%), Campari (+1,2%), Fca (+3%), Ferragamo (+1,3%), Ferrari (+1,5%), Fineco (+1,1%), Leonardo (+1,9%), Mediobanca (+1,1%), Moncler (+2,9%), Recordati (+1,3%), Saipem (+2,4%), Snam (+1,4%), Stm (+2,2%), Tenaris (+4%), Terna (+1,3%) e Unipol (+1,4%). Fuori dal listino principale Agatos sale del 5,8%, mentre Astaldi cede il 28,7%. Il cambio euro/dollaro scende sotto quota 1,16, mentre lo spread tra Btp e Bund sale sopra i 271 punti base.

PIAZZA AFFARI CERCA UN RIMBALZO

Avvio di settimana (e di mese) da monitorare per la Borsa italiana, dopo il tonfo seguito all’approvazione da parte del Governo della Nota di aggiornamento del Def. Non mancano i dati macroeconomici. Alle 9:50 l’indice PMI manifatturiero francese per il mese di settembre: è attesa una conferma a 52,5 punti. Alle 10:00 il tasso di disoccupazione in Italia per il mese di agosto: il consensus vede una crescita rispetto a luglio con il dato che dovrebbe attestarsi al 10,8%. Sempre alla stessa ora anche l’indice PMI manifatturiero per il mese di settembre: anche in questo caso è prevista una conferma del dato a 53,3 punti. Alle 11:00 il tasso di disoccupazione per quanto concerne l’area Euro nel mese di agosto: il dato dovrebbe rimanere invariato rispetto a luglio all’8,2%. Alle 16:00, invece, dagli Stati Uniti, l’indice ISM dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero per il mese di settembre: le attese sono per un dato che si porterà a 60,5 punti. Infine, alle 17:30 ci saranno delle aste di Buoni del Tesoro americano con scadenza a tre e sei mesi: in entrambi i casi è previsto un tasso superiore ai due punti percentuali.

Venerdì Piazza Affari ha chiuso con un -3,72% a quota 20.711 punti. Molto male i titoli bancari con Banco Bpm che è stata la peggiore con un ribasso di oltre nove punti percentuali. Molto male anche Intesa Sanpaolo che ha perso otto punti percentuali e Unicredit che è calata del 6,73%. Praticamente nessun titolo italiano del paniere principale ha chiuso in verde, eccezion fatta per Saipem che ha guadagnato lo 0,68%. Le decisioni su un deficit al 2,4% del Pil hanno fatto decollare lo spread fra Btp e Bund che è arrivato addirittura oltre i 280 punti base. Alla fine il differenziale ha chiuso a 267,2 punti base. In netto rialzo anche il rendimento del Btp decennale, pari al 3,15%.

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