“Educazione civica a scuola? Va imposta subito”/ Verdelli: “Governo parli ai giovani”

- Silvana Palazzo

Perché per Carlo Verdelli l’educazione civica a scuola va imposta subito e il governo deve parlare ai giovani: il duro editoriale sul Corriere della Sera

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Movida notturna a Roma Trastevere (LaPresse)

L’educazione civica non va semplicemente inserita a scuola, ma imposta. Lo sostiene Carlo Verdelli, autore di un duro editoriale sul Corriere della Sera. L’analisi parte dall’aumento dei contagi di coronavirus degli ultimi giorni, che stanno riguardando in questa fase una fascia d’età più bassa. Ebbene, secondo l’ex direttore di Repubblica nessuno nelle istituzioni, nel governo o nei cosiddetti «partiti di buon senso» ha avvertito «l’urgenza di provare a parlare ai ragazzi e dire loro la verità», cioè che i casi stanno salendo e che l’età di chi finisce in terapia intensiva si sta abbassando. Per Verdelli va detto ai giovani: «Non fregatevi la vita e non fregatela a chi come voi ha sopportato e sopporterà sacrifici anche molto più pesanti rispetto alla rinuncia forzata a un po’ di libertà che vi è toccata in sorte». Il dibattito si è infiammato a ridosso del Ferragosto, trascorso tra restrizioni e trasgressioni. «I bollettini dal fronte raccontano che forse c’è stata troppa fretta di rimuovere, prima di tutto dalle coscienze, i mesi funesti della pandemia e dei conseguenti lockdown», prosegue.

VERDELLI “EDUCAZIONE CIVICA A SCUOLA? VA IMPOSTA SUBITO”

E così arriva l’affondo di Carlo Verdelli, secondo cui la trincea si è spostata e ora ci stanno finendo proprio i giovani, «una generazione disabituata al senso di responsabilità collettiva, cresciuta senza maestri né riferimenti, facilmente manipolabile dal gatto e dalla volpe di turno». E così arriva alla questione dell’educazione civica. «Non basta inserire l’educazione civica nei programmi didattici. Bisogna imporla da subito, con il dialogo ma anche con la franchezza necessaria, a chi è più esposto agli umori mutevoli dell’età e alle sirene malevoli dei cattivi esempi», scrive sulle colonne del Corriere della Sera. Bisogna attivarsi per un futuro che comincia già oggi, ma serve per Verdelli «un’azione politica di recupero alla responsabilità della parte che sembra meno consapevole del dramma storico che sta rivoluzionando il mondo intero e con cui toccherà convivere ancora e ancora».

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