L’autogoverno della scuola: l’esempio delle “Trust School” inglesi

- Giacomo Zagardo

In Inghilterra ogni scuola, esistente o da istituire, può decidere se diventare una Fondazione, con la possibilità di avere nuovi partners che la sostengano, che entrino nell’organo di autogoverno della scuola e che contribuiscano ad innalzare gli standard

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Lo scorso mese di aprile, il Ministero dell’Istruzione inglese ha annunciato che altre 115 scuole si sono aggiunte alle 42 attualmente presenti nel Trust Schools Programme, con la previsione di ulteriori 390 istituti vicini ad ottenere lo status di Trust.
Questo successo parte da un’intuizione dell’allora Segretario di Stato Ruth Kelly, la quale aveva individuato in questa formula un possibile potenziamento nell’organizzazione delle scuole. Dopo le prime contestazioni (costatele, tra l’altro, la guida del Dicastero), la formula si è rivelata un veicolo di diffusione delle buone pratiche, e una leva per migliorare i risultati, tanto che, oggi, lo scopo dichiarato dall’attuale Ministro in carica è quello di raggiungere il 30% in più di studenti che conseguano qualifiche e votazioni elevate (almeno 5 GCSEs – certificato generale di educazione secondaria – con una votazione di A*-C).
Il meccanismo delle Fondazioni (Trust) nelle sue linee essenziali è semplice e non costituisce per il Regno Unito un’assoluta novità. Infatti potenzia ed ingloba le Specialist Schools e le Academies, le Voluntary Aided e le Voluntary Controlled Schools (che erano già fondazioni, alle quali il nuovo regime richiede alcuni ulteriori adempimenti, negando loro la possibilità di consorziarsi con fondazioni di tipo diverso) per approdare ad un’estensione del modello delle Foundation schools, già presente in nuce da alcuni anni nel panorama educativo britannico.
Dal 2006, però, ogni scuola, esistente o da istituire, può decidere se diventare una Fondazione, con la possibilità di avere nuovi partners che la sostengano, che entrino nell’organo di autogoverno della scuola e che contribuiscano ad innalzare gli standard e a sviluppare l’ethos. La parola “ethos” acquista, qui, importanza strategica perché si riferisce alla particolare mission dell’istituto e a come quest’ultimo s’interfacci con la comunità che serve. In sostanza la scuola dovrebbe mirare a dare senso all’insieme degli apprendimenti, organizzati attorno ad un progetto culturale, professionale, spirituale, ideale (di cui i partners siano garanti) che sia una leva per motivare il ragazzo a costruire le basi del suo rapporto con se stesso e con gli altri.
La decisione di diventare Trust è libera e vista come modalità in più per superare una situazione di difficoltà e migliorare i risultati della scuola. I partner possono essere enti, fondazioni, gruppi di genitori o di cittadini, altre organizzazioni non-profit, autorità locali, università e imprese, tutti sottomessi al regime di Trust. Le imprese, ad esempio, non possono disporre a loro uso della scuola pur esplicando un ruolo, definito, di promozione e impulso all’interno del governing body.
La parola Trust significa “affidamento”, ed è proprio sulla fiducia che si basa questo innovativo strumento di origine anglosassone, che sta vivendo in Europa, un grandissimo sviluppo sulla scia delle infinite possibilità di utilizzo. Per Trust si intendono i rapporti giuridici istituiti da una persona, il Settlor (disponente) qualora dei beni siano posti sotto il controllo di un Trustee (gestore) nell’interesse di un beneficiario o per un fine determinato. In pratica il Settlor cede il possesso dei propri beni e istituisce il Trust attribuendo la proprietà degli stessi al Trustee: figura chiave che, oltre a divenire l’effettivo proprietario, assume funzioni di gestione. Il Trustee dispone dei beni secondo l’atto di Trust, ma è comunque obbligato dalla legge a gestirli solo nell’interesse dei beneficiari individuati o dello scopo determinato dal Settlor.
Le Trust School, definite come “independent, non fee-charging schools” tentano di immettere nel sistema educativo una concreta e diversificata iniezione di risorse assicurando, attraverso uno stretto legame con il Regolamento sulle ammissioni (Admission Code), che i benefici di questa scelta possano essere accessibili a tutti.
Una volta accettato lo status di Trust School, le strutture scolastiche passerebbero dalle Local Authorities alla proprietà delle stesse scuole che rileverebbero anche l’assunzione di tutto lo staff scolastico.







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