SCUOLA/ Oggi la cerimonia di inizio anno. Il consiglio di Camus per evitare una vuota retorica

- Gianni Mereghetti

GIANNI MEREGHETTI cita un passo dall’opera “Le premier Homme” di Albert Camus per indicare quale sia la giusta tensione educativa che gli insegnanti dovrebbero avere nell’esercitare la propria professione

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Il 24 settembre si svolgerà la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2009/2010, i temi della cerimonia sono stati anticipati e sono: cittadinanza e costituzione, legalità e diritti umani, 150° anniversario dell’Unità d’Italia, musica, solidarietà, merito. Tutti temi di grande importanza, non c’è dubbio, ma è come se mancasse quello decisivo, il sale che dà gusto a tutto quello che si fa e senza il quale anche tematiche di grande importanza come quella dei diritti e della solidarietà diventano astratti e senza fascino. Per questo in una cerimonia di inaugurazione di un anno scolastico se è giusto indicare a insegnanti e studenti l’importanza di costruire una convivenza pienamente democratica, è ancor più giusto lanciare la sfida sul fondamento di tale convivenza, che non sono né le regole né le nozioni. È Camus che ci indica con chiarezza questo fondamento, e ce lo indica nell’ultima sua fatica, una fatica incompiuta, dove parla del suo maestro. «Col signor Bernard – scrive Camus ne “Le Premier Homme” – le lezioni erano sempre interessanti, per la semplice ragione che lui amava appassionatamente il proprio mestiere. Certo, anche nelle altre classi si insegnavano molte cose, ma un po’ come s’ingozzavano le oche, si presentava un cibo preconfezionato e s’invitavano i ragazzi a inghiottirlo. Nella classe del signor Germain, per la prima volta in vita loro, sentivano invece di esistere e di essere oggetto della più alta considerazione: li si giudicava degni di scoprire il mondo».

 

È questo il sale della scuola, un insegnante che non ingozzi i suoi studenti, ma che si rivolga loro con uno sguardo di simpatia totale, un insegnante che consideri ogni studente degno di scoprire il mondo, un insegnante che punti tutto sulla loro libertà. L’inizio della scuola, il suo punto di forza non sono le norme né l’organizzazione né la programmazione delle attività, ma uno sguardo umano, lo sguardo di un uomo che è impegnato con la sua vita fino al punto di impegnarsi con la vita di chi si trova davanti ogni mattina. La scuola oggi è in crisi, le lezioni oggi sono la noia di parole vuote laddove manca questo tipo d’uomo, laddove è tutto così programmato da non lasciar spazio all’imprevisto di un desiderio, di una domanda, di una mossa di libertà. Ogni studente che si reca a scuola la mattina, consapevolmente o inconsapevolmente, ha bisogno di incontrare qualcuno che insegnandogli matematica o storia abbia a cuore la sua umanità. Questa è l’urgenza, l’urgenza di una stima all’umano, perché la conoscenza nasce per una commozione, non certo per un dovere. Che uno studente possa entrare in classe e commuovesi, questo è l’inizio di un’avventura che si chiama educazione. Per questo sarebbe molto triste che si inauguri un anno scolastico con un elenco pur giusto di cose da fare, perché insegnanti o studenti l’anno lo abbiamo iniziato da un contraccolpo umano. È questo, il tema dei temi, una scuola impastata d’umano, altrimenti non ci rimane che rassegnarsi ad essere oche.  

 

(Gianni Mereghetti)

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