MATURITA’ 2012/ Esami di Stato, terza prova al liceo classico: forma e nozioni sono fondamentali

- La Redazione

Per PAOLO LAMAGNA occorre formulare bene le risposte in modo preciso e puntuale. Per ELISABETTA CASSANI la terza prova non si improvvisa ma è frutto di studio durante l'anno

scuola_studente_esame4R400 Versione di Greco, Maturità 2016 (Infophoto)

Giro di boa per l’esame di maturità. Al via la terza prova anche per i licei classici, il cosiddetto quizzone. Le modalità sono le stesse per gli altri tipi di scuole. La cosiddetta prova multidisciplinare cambia da scuola a scuola, poiché non sono predisposti dal Ministero ma ogni commissione esaminatrice può e deve scegliere quali materie inserire nel compito e ha potere decisionale anche circa la durata, secondo la complessità. Unico fattore in comune per tutti gli istituti: il numero delle materie, che saranno al massimo cinque.

“Dopo la seconda importantissima prova che a mio parere è stata davvero ostica per la complessità del testo – dice Paolo Lamagna, docente di latino e greco – I ragazzi sono chiamati a questa terza prova che valuto interessante poiché riesce a mostrare la capacità dello studente di dominare molte nozioni: possiamo vedere chi ha studiato in maniera veramente seria. E’ decisamente una sfida difficile, rispetto alla vecchia maturità che proponeva solo quattro materie”.

Quali le materie più probabili? “Latino ci sarà al 90 percento poiché essendo stata di greco la versione della seconda prova, si dovrebbe così avere il quadro completo delle materie classiche. Sicuramente, una fra storia e filosofia, essendo queste le materie caratterizzanti del liceo classico: non è difficile individuare quale delle due poiché spesso almeno un commissario è insegnante di una delle due materie. La lingua straniera, poi, c’è quasi sempre. Quindi, per il classico si parla di letteratura inglese o, meno spesso, francese”. Ci sono dei criteri standard per come vengono scelte le domande? “Normalmente il criterio è quello di seguire l’andamento delle prove dell’anno e seguirne, abbastanza fedelmente, le tipologie. Se durante l’anno scolastico i docenti hanno svolto prove di simulazione incentrate sulla cosiddetta “tipologia B”, cioè i quesiti svolti in un massimo di trenta righe, la commissione tenderà a prediligere la scelta di questo metodo”.

Quali consigli si sente di dare agli alunni? “Essere pertinenti rispetto alla richiesta, essendo precisi e puntuali. Non basta conoscere la materia ma occorre saperla esporre attenendosi strettamente ai contenuti. Mi raccomando: leggere attentamente la domanda e aver bene in mente quale schema seguire per scrivere la risposta. Altrimenti si rischia di sprecare righe fuori tema e non essere efficaci”.

La forma, soprattutto, per un liceo classico, è importante? “Fondamentale: proprio perché occorre dimostrare di aver acquisito un lessico specifico e una capacità di sintesi e di argomentazione ad un livello abbastanza approfondito. E’ decisiva per la valutazione. Uno studente può aver studiato moltissimo ma, alla fine, risultare poco efficace”. Cosa ci si aspetta da uno studente? “Soprattutto, di trovare una persona che ha acquisito capacità critica, cioè in grado di poter dare un giudizio critico sulle materie apprese durante l’anno”.

“La terza prova non si improvvisa – dice Elisabetta Cassani, insegnante greco e latino nel Liceo classico Berchet di Milano -, è inutile studiare in questi ultimi due giorni. Dovrebbe rendere ragione del lavoro fatto durante l’anno: soprattutto perché lo studente è abituato alle varie forme di test, avendo svolto in classe parecchie simulazioni nel corso dell’anno scolastico. Spesso, poi, l’insegnante in commissione considera il lavoro svolto dal docente e quale tipo di simulazioni sono state svolte nell’arco dell’anno”. La giudica una prova nozionistica? “Non necessariamente. Ma l’essere, almeno in parte, nozionistica non è un male, poiché le nozioni sono la base per qualsiasi tipo di ragionamento”.







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