SCUOLA/ Da Platone a Rawls, come far capire la “giustizia” agli studenti

- Emanuele Maffi

Per l’anno scolastico 2015-2016 la Bottega di filosofia, nata all’interno delle “Botteghe dell’insegnare” promosse da Diesse, sarà dedicata al tema della giustizia. EMANUELE MAFFI

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In un famoso passo del dialogo Protagora, Socrate domanda al sofista se anche per lui “la giustizia è qualcosa o niente del tutto” dal momento che lo stesso Socrate, per parte sua, è persuaso che essa sia effettivamente qualcosa. Se la giustizia è qualcosa allora è inevitabile chiedersi che tipo di cosa essa sia. La risposta di Platone è nota: la giustizia è un’Idea, ossia una realtà perfetta che funge da modello per il mondo umano. Sebbene Platone non abbia dubbi nel collocare la giustizia in quel grado di essere assoluto costituito dalle Idee, egli ha ben più di una difficoltà nell’esporre il contenuto noetico della giustizia. Non a caso nella Repubblica, una delle sue opere più studiate e più complesse, Platone impiega ben nove libri per replicare alla provocazione lanciatagli dal sofista Trasimaco, il quale alla domanda “che cos’è la giustizia?” aveva proditoriamente asserito che la giustizia è l’utile di chi detiene il potere. Per confutare la tesi del sofista, Platone mette in gioco tutto il suo armamentario filosofico che si chiude con il grandioso mito di Er, in cui la questione giustizia si intreccia con il dramma della libertà delle anime umane e il loro destino immortale. 

Questo breve accenno al padre della filosofia occidentale è sufficiente per capire quanto sia da sempre decisivo non sottrarsi al compito di chiarire la natura e l’essenza della giustizia. Ne va, in un certo senso, della società umana stessa. 

Di certo non vuole sottrarsi a questo arduo, affascinante e terribilmente attuale compito la Bottega di Filosofia che per l’anno scolastico 2015-2016 propone un percorso di studio e approfondimento didattico dal titolo “Le radici della giustizia”. La Bottega di filosofia è una realtà nata all’interno delle Botteghe dell’Insegnare promosse da Diesse ed è costituita da docenti liceali che da tre anni sono impegnati ad affrontare nuclei e temi essenziali dell’insegnamento della filosofia. La novità di quest’anno, in aggiunta al confermato patrocinio della Società filosofia italiana e della casa editrice Loescher, è che l’esperienza della Bottega si amplia inserendosi all’interno di una fattiva collaborazione con l’associazione culturale Il Rischio Educativo e la Foe-CdO Opere educative. 

Si potrebbe sintetizzare il cuore del lavoro della Bottega nella convinzione che il modo migliore per insegnare filosofia significa praticarla. E praticare la filosofia vuol dire leggere gli autori, individuarne i punti vitali, lasciarsi sfidare dalle loro domande, interrogarli con le nostre, misurarsi con le loro risposte e le loro argomentazioni per provare poi a formulare le nostre. Per svolgere un lavoro così impegnativo anche quest’anno i docenti della Bottega entrano in dialogo con docenti universitari che presenteranno gli esiti delle loro ricerche sul problema della giustizia. 

Gli incontri, che saranno fruibili in diretta streaming per le scuole e i singoli docenti iscritti, avranno inizio il prossimo 10 ottobre con l’intervento di Franca D’Agostini del Politecnico di Torino durante l’annuale Convention di Diesse che aprirà il percorso di quest’anno soffermandosi su un tema peculiare per l’insegnamento della filosofia, ossia la capacità argomentativa intesa come condizione e obiettivo della didattica della filosofia. Nel corso dell’anno seguiranno gli interventi di Franco Trabattoni, Giovanni Catapano, Giuseppe Barzaghi, Francesco Viola, Roberto Mordacci ed Eugenio Mazzarella: si svilupperà così un percorso che parte da Platone e Aristotele e, passando per Agostino e Tommaso d’Aquino, conduce fino a John Rawls e alle teorizzazioni filosofico-giuridiche contemporanee. 

In gioco ovviamente non ci sarà uno sfoggio di erudizione ma l’appassionato tentativo, in un dialogo serio e leale, di far vibrare quelle domande di senso che costituiscono la stoffa stessa dell’animo umano. Lasciare spazio alla domanda di giustizia che abita nel cuore umano e sviscerarla nelle sue sfaccettature è un bel modo per affrontare seriamente quel bisogno di significato, a volte confuso e disordinato, che accompagna i nostri studenti al ritorno trai i banchi, e per tener così fede a quel carico di speranze e promesse con cui tutti, docenti e studenti, iniziamo il nuovo anno scolastico. 



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