ESAME TERZA MEDIA/ Da ora tutti promossi? La protesta: ”così studenti ignoranti”

- Dario D'Angelo

Esame Terza Media: gli otto decreti sulla Buona Scuola hanno provocato le proteste di insegnanti e forze politiche. Così i ragazzi si sentiranno autorizzati a non studiare?

scuola_esame_maturita_4_lapresse_2016 Scuola (LaPresse)

Tra gli otto decreti approvati ieri dal Consiglio dei Ministri relativi alla riforma della Buona Scuola, uno dei più discussi è certamente quello riguardante la valutazione nell’ambito dell’esame di terza media. Secondo il nuovo sistema, che verrà applicato dall’anno scolastico 2018-2019, come riportato da La Repubblica, sarà sì possibile bocciare, ma soltanto come ultima soluzione. Un provvedimento che va di fatto a certificare una prassi ben consolidata nelle scuole medie italiane, dove soltanto una percentuale residua di alunni è costretta a ripetere l’anno (meno dell’1% fino a 3 anni fa, ndr). Le novità per l’esame di terza media riguardano anche la modalità della prova stessa, che sarà composta da tre scritti e da un colloquio, e vedrà scomparire la presentazione della tanto celebre “tesina”, della prova concettuale e del temutissimo test Invalsi. Se dal Governo si esulta per la riforma, con Renzi che si dice convinto che con questa legge cambieranno “definitivamente il sistema scolastico”, dall’opposizione – a destra e a sinistra – non mancano le critiche.

Fra le proteste che riguardano gli otto decreti approvati ieri dal CdM nell’ambito della Buona Scuola, quelle più aspre riguardano le modifiche apportate all’esame di terza media, che di fatto apre alla possibilità che tutti gli studenti siano promossi. Gli argomenti di chi ritiene sbagliata una riforma simile sono racchiuse in una lettera inviata da Mario Bocola a Orizzonte Scuola. Nella missiva si spiega che in questo modo si “dequalifica ancora di più l’istruzione in Italia e mortifica il prestigio sociale dei docenti. Con la nuova delega un alunno che riporta diverse insufficienze gravi in più discipline può essere ammesso a sostenere l’Esame di Stato”. Secondo Bocola “molti studenti, in siffatto modo, si troveranno nella condizione di dover dire all’insegnante: “Ma che studio a fare tanto vengo promosso lo stesso”. Questo status quo va a discapito di quegli studenti capaci e volenterosi che hanno sempre studiato, si sono sempre applicati i quali si troveranno anche loro a non studiare più tanto serve poco, perché si è promosso lo stesso”. Il risultato? Secondo Bocola sarà quello “di legalizzare la promozione a tutti i costi e di preparare al futuro persone incompetenti”.





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