SCUOLA/ Presidi inutili, diamo tutto in mano alla signora Paola

In quasi ogni scuola, per fortuna, c’è una “signora Paola”. Di solito si trova in segreteria. Senza di lei la scuola chiuderebbe in pochi giorni

13.01.2019 - Leonardo Eva
Tempo pieno
Scuola (LaPresse)

In quasi ogni scuola c’è una “signora Paola”, per fortuna.

Di solito si trova in segreteria, amministrativa o didattica (fingerò qui di aver capito la differenza). Più spesso in quella didattica. Ha almeno cinquant’anni e lavora nell’ambiente (o, meglio, addirittura nella stessa scuola) da almeno due decenni.

Che cosa fa?

Principalmente accoglie chiunque. A fine agosto e a inizio settembre, dopo almeno tre settimane consecutive di ferie, accoglie i genitori che devono iscrivere i figli e sono in ritardo, gli alunni preoccupati per qualche motivo per l’inizio dell’anno scolastico e soprattutto i nuovi docenti che arrivano nell’istituto senza avere le idee molto chiare (per esempio sulla differenza tra segreteria amministrativa e segreteria didattica).

Non importa che sia laureata (magari lo è, ma rimane, sia detto col massimo rispetto, “la signora Paola”). Ascolta qualsiasi domanda del nuovo arrivato mentre corregge una circolare per conto del dirigente scolastico, risponde al telefono e cerca un modo rapido e indolore per contattare il prof. x, che si trova ancora in vacanza (e non dovrebbe!).

“Guardi, professore: c’è questo modulo da compilare… Per accedere alla rete deve chiedere a Giovanni… Si faccia dare la chiave del cassetto da Salvatore, il nostro bidello factotum… Poi per la reperibilità…”.

Tu ti presenti da lei credendo di avere pronte tutte le domande da fare ma la signora Paola è molto spesso in grado di capire prima ancora che emergano le diverse questioni in ballo.

Quando inizia la scuola, a metà settembre, è possibile osservare il seguente fenomeno: durante l’intervallo orde di ragazzi, di docenti e spesso anche di genitori si catapultano in segreteria. Lì la signora Paola dà il meglio di sé: la capacità di portare a compimento diverse azioni in contemporanea raggiunge vertici incredibili.

Il modulo, la telefonata, la circolare, la ricerca del prof. x… nel giro di quindici minuti decine di situazioni del genere vengono affrontate non dirò col sorriso, ma con voce ferma e tranquilla e con solo una smorfia di sopportazione.

Ma forse è ancora più impressionante quello che la signora Paola riesce a compiere nei “momenti forti” dell’anno scolastico. Non importa quanto sia capace il dirigente scolastico: quando si tratta di iscrizioni, di elezioni scolastiche e soprattutto di scrutini, le regole e le leggi di cui tener conto sono quasi infinite. La signora Paola è in grado di seguirle al millimetro, nocchiero sicuro in un mare a dir poco in tempesta. Spesso rimanendo fino a tarda sera (encomiabile è di solito anche il marito) e aiutando a compilare verbali o, da quando c’è il benedetto/maledetto strumento chiamato Internet, mettendo il materiale adatto sul sito della scuola.

Tutto questo senza la minima arroganza.

Dire che la signora Paola è una colonna dell’istituto è dire poco. Ipotizzare una scuola senza di lei è come pensare a un film muto privo di immagini.

Solo un’invasione di cavallette sarebbe un evento peggiore rispetto a un giorno di malattia della signora Paola…

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