SCUOLA/ Il sapore del bello: quando giovani cuochi seguono un maestro di pittura

L’Istituto alberghiero “Don Gnocchi” di Carate Brianza organizza serate a tema in cui cucina, cultura e arte si incontrano. Lo dimostrano i giovani cuochi

25.02.2019 - Elisabetta Schiatti
pierangeloverga angelo arte1280
Pierangelo Verga, Può darsi ripassi un angelo, particolare (2011)

Una serata veramente straordinaria quella di venerdì 22 febbraio, all’istituto alberghiero don Carlo Gnocchi di Carate Brianza, una festa per occhi, palato e anima, un incontro inaspettato, per la cura dei particolari, per la sua originalità.

Ero stata invitata dalla preside, Tiziana Villa, perché a tema c’era l’incontro degli alunni della V B con l’artista desiano Pierantonio Verga, grande amico e maestro: lei, in contemplazione delle opere che ho in casa, ascoltava me che a cascata raccontavo quanto di assoluto e di vero ho condiviso con l’autore, stupendomi io per prima di quanto dicevo. Perché è così con i maestri, si sta con loro, ma poi si vive, si dimentica, per poi riscoprirli mille volte, domandandoci come abbiamo potuto fare a meno di loro.   

L’iniziativa rientra nel progetto della scuola dal nome di “Saporinmente”, serate a tema che da sei anni vengono organizzate dal corpo docente, geniale opportunità data agli alunni di fare esperienza del mondo del lavoro rischiando competenza, fantasia e se stessi. Prima di sedersi ai tavoli, l’artista e amico Alessandro Savelli ha presentato brevemente la figura del Verga e della sua arte, poi la parola è passata agli alunni schierati in divisa “da combattimento”, che hanno spiegato come è nato il menù, ispirato alle opere dell’artista, che hanno incontrato grazie alla guida, quasi paterna, di Savelli.

Così le portate hanno riproposto l’“evento” dei contrasti cromatici dei quadri, come racconta Giulia: “Ho voluto rappresentare in questo piatto il medesimo gioco di colori: la cialda scura ci fa intuire che c’è qualcosa di nascosto, ma nel momento in cui si apre una breccia, a prevalere è il giallo acceso della carota”; e la vita trasfigurata, espressa con una semplicità di linee e di forme che è manifestazione del mistero, che ha ispirato Ilaria: “Spesso ci si ferma all’apparenza e allora conta il mi piace o non mi piace. Ma per vedere bisogna andare nel profondo, per cogliere i motivi delle scelte fatte, fermarsi a cogliere il contraccolpo in noi, sentire le emozioni che il quadro e il piatto suscitano. Per questo abbiamo scelto la semplicità di una crostatina, lineare come una casa, ma la casa è ricca di un mondo, di una storia”.

Tutto è stato spettacolo in questo appuntamento, da guardare con stupore, a partire dal coinvolgimento e dalla professionalità dei ragazzi, fino alla particolare sintonia vissuta tra i commensali, forse o anche perché sotto lo “sguardo” di questi quadri, metafora e memoria di un mondo in cui “tutto è tutto”, come dice Sinjavskij, promessa di una positività del reale che insegna la tenerezza verso noi stessi.

Per chi desidera conoscere la figura di Pierantonio Verga consiglio di leggere il poema Casa di vetro, di Corrado Bagnoli, edito da La vita felice edizioni, e di visitare la mostra aperta fino al 6 marzo negli orari di apertura dell’Istituto alberghiero Don Gnocchi di Carate Brianza, guidato da un corpo docenti che è stato in grado di creare una realtà che costituisce una vera eccellenza nel settore. 

Istituto alberghiero “Don Gnocchi” di Carate Brianza
piazza Risorgimento, 1 20841 Carate Brianza (MB)
lun.-ven. 8.00-14.45


© RIPRODUZIONE RISERVATA